Keep Music Alive, la campagna dei musicisti inglesi per “aggiustare lo streaming”

"Da anni chiediamo un accordo più equo sullo streaming. I nostri membri non possono più accettare che le etichette discografiche ottengano la quota maggiore di entrate"
 Keep Music Alive, la campagna dei musicisti inglesi per “aggiustare lo streaming”

La Musicians' Union inglese e la  Ivors Academy lanciano  la campagna "Keep Music Alive” per un modello sostenibile per la distribuzione delle royalties dello streaming che, secondo le due associazioni, va “aggiustato ora”, retribuendo in maniera più equa i musicisti. La campagna prevede una petizione online che mira ad  un intervento del governo britannico sia sulle piattaforme che sulle etichette.  

Ha dichiarato il vice segretario generale della MU Naomi Pohl.  

L'industria della musica registrata deve fare la sua parte nel sostenere le persone sul cui talento e creatività fa affidamento. Da anni chiediamo un accordo più equo sullo streaming. I nostri membri non possono più accettare che le etichette discografiche ottengano la quota maggiore di entrate. Dobbiamo sistemare lo streaming ora.

Le ha fatto eco Graham Davies, CEO di Ivors Academy.

Chi crea la musica è chiaro sul fatto che l'industria deve cambiare. I modelli attuali non funzionano. È sbagliato per alcune aziende guadagnare miliardi dallo streaming mentre migliaia di creativi cercano supporto, mentre i loro mezzi di sostentamento evaporano in mezzo a mille difficoltà


La campagna è legata dal movimento #BrokenRecord avviato dal musicista Tom Gray, cmembro del comitato cantautori della Ivors Academy, anche se è da esso distinto, e per il momento è limitata al Regno Unito.

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