Arturo Stalteri e “Ma il cielo è sempre più blu”: “Adatta ai tempi, anche nelle parti rap”

Il pianista romano è tra i musicisti che collaborarono con Rino Gaetano all’incisione del brano: “45 anni dopo è diventata una canzone di liberazione e speranza”
Arturo Stalteri e “Ma il cielo è sempre più blu”: “Adatta ai tempi, anche nelle parti rap”

“Ma il cielo è sempre più blu”, brano senza tempo uscito nel 1975 e scritto da Rino Gaetano, non sarebbe lo stesso se non ci fosse l’introduzione al piano, riconoscibile fra un milione, ideata dal compositore Arturo Stalteri. “Rino suonò il pezzo chitarra e voce davanti a me e ad altri musicisti. Poi mi chiese: mi fai una intro al piano? Improvvisai una parte suonata al piano sul giro armonico che ci fece ascoltare. Mi stoppò e mi disse che era perfetta. Io insistevo che avrei potuto rifarla o studiare qualche cosa di diverso, invece lui era convinto che andasse bene. E aveva ragione, il tempo lo ha dimostrato. Molti lo ricordano per i suoi testi incredibili, ma posso assicurare che fu anche un grandissimo arrangiatore”.

Proprio a Stalteri abbiamo chiesto di ascoltare per Rockol la versione corale del brano di Rino Gaetano reinterpretato da oltre 50 star della musica italiana a favore della Croce Rossa Italiana. L'idea di reincidere “Ma il cielo è sempre più blu” per beneficenza, nata dal giornalista Franco Zanetti sul sito di Rockol (ascolta qui), è stata concretizzata e guidata da Takagi & Ketra e Dardust, i produttori dei più grandi successi italiani degli ultimi anni, che hanno unito in maniera sorprendente artisti di generi e generazioni diverse nella produzione di un brano corale senza precedenti mixato da Pinaxa. I tre produttori hanno lasciato intatta la parte iniziale del pezzo, a dimostrazione di come quella “porta di ingresso” al brano sia magica e insostituibile. “Il brano mi è piaciuto moltissimo – afferma Stalteri – in primis dal punto di vista tecnico: il giro armonico è rimasto intatto, e anche la parte della chitarra, allora suonata dal compianto Gaio Chiocchio, è fedele. Ogni artista si è piegato umilmente al brano e credo che questo sia splendido. Anche le incursioni rap, che rappresentano la parte contemporanea, sono efficaci. Il secondo punto che mi ha colpito è il significato: Rino scrisse quella canzone per denunciare, era un approccio amaro. Quel grido “Ma il cielo è sempre più blu” era come a dire “L’Italia va a rotoli e in qualche modo ci fregano sempre”. Invece adesso quel ritornello ha un’accezione positiva, è un urlo liberatorio, che rimanda al cielo come elemento di speranza. Questa visione è la vera forza della nuova interpretazione del pezzo”.

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L’amore di Stalteri per il piano non si è mai esaurito. Il suo ultimo progetto, “Trilogy”, è un omaggio al grande Keith Emerson, che suonava il pianoforte, l’organo e il synth come pochi altri. “Un artista che ho studiato fin da bambino insieme a Bach e di cui mi sono innamorato – conclude l’artista – l’album è un ritorno al prog, genere che mi ha permesso di fondere i miei studi classici al rock, che adoro. Sono un grande appassionato dei Rolling Stones. Ora sto lavorando a un nuovo progetto, ma ovviamente, come tutti i musicisti, sono molto angosciato per la situazione che stiamo vivendo. Il mondo della musica e della cultura sembra abbandonato a se stesso”.

(Claudio Cabona)

 

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