Music Biz Cafe, parla Andrea Rosi (Sony Music Italy)

'Quella che sta affrontando la discografia è una sfida importante, che ci sta insegnando a lavorare in modo diverso: questo è un buon periodo per investire e per studiare'
Music Biz Cafe, parla Andrea Rosi (Sony Music Italy)

Il presidente e amministratore delegato di Sony Music Italy Andrea Rosi è stato ospite di Music Biz Cafe, il video appuntamento di Rockol che vede i protagonisti del settore musicale italiano fare il punto, a colazione, sui temi più importanti all'ordine del giorno della filiera creativa e dell'intrattenimento.

L'ad di IFPI Frances Moore, commentando i dati dell'ultimo Global Music Report, aveva parlato di "sfide inimmaginabili" che l'emergenza sanitaria da Covid-19 ha presentato a una discografia che sta vedendo messa a rischio la tendenza commerciale positiva consolidata da qualche stagione a questa parte: "Negli ultimi trent'anni il settore della musica non si è fatto mancare niente, adesso stiamo vivendo questa partentesi eccezionale - che spero sia tale - che porta della sfide molto importanti", ha commentato Rosi, "E' giusto definirle inimmaginabili perché se sapessimo quello che ci aspetta avremmo già preso i provvedimenti del caso. Io, tuttavia, relativamente a questa situazione sono positivo: per quanto riguarda il settore della musica registrata, siamo stati colpiti in modo pesante ma meno di altri settori, come per esempio quello del live. E' una sfida importante, perché ci sta insegnando a lavorare in maniera diversa".

Qual è la strategia di Sony per conquistare il mercato dello streaming, che anche gli ultimi rilevamenti hanno confermato essere il segmento trainante del comparto? "In questo momento, riguardo le nuove uscite, è molto importante il livello di produttività degli artisti, rispetto a prima: non essendoci più le regole che caratterizzavano il mercato fisico, quelle che si sono imposte nel settore del digitale hanno capovolto le dinamiche di questo settore", ha osservato Rosi: "Anche i nostri artisti più importanti escono dagli schemi tradizionali, pubblicando singoli ed EP slegati dall'iter discografico tradizionale. Vorrei sottolineare, però, che l'80% del nostro business nello streaming è fatto da canzoni sotto la duecentesima posizione nella chart, è fatto dai milioni di brani richiesti in stream da un pubblico adulto che ha un livello di consumo totalmente diverso da quello della fascia più giovane. La visibilità della punta dell'iceberg, rappresentato dalle prime posizioni in classifica, è fondamentale, ma la Sony, che ha in pancia cinquant'anni di storia della musica, è molto attenta a tutto il repertorio, che oltre che ad avere un valore di mercato ne ha anche uno culturale: mi ha fatto piacere, nelle ultime settimane, vedere le reazioni al nuovo singolo di Bob Dylan".

Solo nell'ultimo mese, Sony Music ha lanciato la nuova etichetta DreamLife, nel Regno Unito, ed è entrata nel capitale della app Tully: nonostante tutto, questo è un buon periodo per investire? "Sì, questo è un buon periodo per investire e anche per studiare", ha concluso Rosi: "Stiamo lavorando a vari progetti, uno dei quali - molto importante data la crescita esponenziale del segmento, specie in Italia - riguarda il riconoscimento vocale e gli smart speaker. Durante il periodo di blocco delle attività il pubblico ha usato sempre di più questi strumenti, che hanno delle regole di marketing e di acquisizione clienti molto diverse rispetto al business tradizionale. Sì, è un buon periodo: le cose stanno cambiando e - da parte nostra - cerchiamo di arrivare sempre più vicino ai consumatori".

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