Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli

Raccontiamo venti canzoni italiane pubblicate nell’ultimo ventennio, attraverso le schede scritte da Vincenzo Rossini.
Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli

“L’ultimo bacio” di Carmen Consoli, da “Stato di necessità”, Cyclope/Polydor, 2000.

Oggi “L’ultimo bacio” sembra coerente con il percorso intrapreso negli anni a venire da Carmen Consoli, ma nel 2000 suonò a tanti come un’eccezione: per un’artista che in tanti legavano ancora al rock d’autore di suono post grunge anni novanta (quello di “Mediamente isterica”, soprattutto), la canzone varcava la soglia finora solo sfiorata del melodico puro, avvicinandosi a una forma classica, fuori dal tempo. “L’ultimo bacio” è stato il momento in cui anche i più scettici nei confronti della cantautrice hanno capitolato, dovendo ammettere che quel modo peculiare di utilizzare espressioni erudite, cercare la difficoltà invece della linearità, increspare la superficie dei versi per inseguire a tutti i costi un’allitterazione o un’assonanza poteva, in condizioni di equilibrio, farsi poesia, di un genere unico nel panorama italiano: “Cerchi riparo, fraterno conforto / tendi le braccia allo specchio / ti muovi a stento e con sguardo severo / biascichi un malinconico Modugno”.

Così Carmen dimostrava di essere sopraffina cesellatrice di versi non soltanto se si trattava di scavare nelle fanghiglie umane ma anche per descrivere emozioni più ovattate e persino romantiche: “L’ultimo bacio” è la sequenza di un addio in cui i pochi versi raffigurano gesti, ambientazioni, suggestioni sensoriali con nitidezza e prosa cinematografica – le braccia che si tendono verso lo specchio, i movimenti a stento, la pioggia d’argento che si fonde alle lacrime e quei “mille violini suonati dal vento” che materializzano, con un’immaginazione che sfocia nell’onirico, un’orchestra virtuale sullo sfondo. Carmen non era mai stata così capace di oggettivare personaggi: pur se spesso vivida e rigogliosa nelle immagini, la sua scrittura fin qui era a prevalenza interiore, una battaglia di tormenti, tumulti e altre deviazioni dell’animo che solo a volte veniva trasferita su caratteri terzi (“Contessa Miseria”). Con “L’ultimo bacio”, invece, ha trovato la chiave di quel che sarà la creazione di uno dei campionari di storie (a prevalenza femminile) più ricchi e immaginifici di tutta la canzone italiana dopo il Duemila.

La citazione esplicita di “Piove” di Domenico Modugno è forse l’ingrediente magico del brano: modulando l’armonia del ritornello, il verso dei “mille violini”, il richiamo alla “mia dolce bambina” e quella pioggia battente che sembra invadere il brano in ogni increspatura della voce hanno creato una circolarità brillante con il classico che Modugno e Johnny Dorelli portarono alla vittoria di Sanremo un anno dopo “Nel blu dipinto di blu”, un’altra canzone di addii strazianti, amori che finiscono, pioggia che lava via l’amore, sulla quale memoria il triste finale per soli archi sembra far calare il sipario.

Una folgorazione, che ha esposto il brano all’ascolto e all’ammirazione anche di generazioni che mai avrebbero pensato di avvicinare brani come “Besame Giuda” o “Geisha”. Amplificata, naturalmente, anche dal film omonimo di Gabriele Muccino, in cui Carmen ha una piccola parte, che porta sullo schermo le problematiche di una generazione: il tradimento come procrastinazione della responsabilità, il terrore della paternità e della maturità come abbandono dei sogni, l’isteria, la nevrosi, la depressione. Tutto materiale che graverà sulle spalle della società per anni ma che nei fatti ha un legame labile con i contenuti del brano, a meno di non volerlo considerare come la cristallizzazione di un momento di estremo romanticismo dentro un quadro davvero sconfortante. In ogni caso, un “antico classico moderno”.

(di Carmen Consoli / © Emi/Universal).

(Vincenzo Rossini)

Domani scriveremo di “Xdono” di Tiziano Ferro

Abbiamo già pubblicato:

"Il timido ubriaco" di Max Gazzé

"La descrizione di un attimo" dei Tiromancino

"Tutti i miei sbagli" dei Subsonica

La scheda è tratta, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, da “Unadimille – 1000 canzoni italiane dal 2000, raccontate”, edito da Arcana, al quale rimandiamo per le altre 980 schede.

(C) Lit edizioni di Pietro D'Amore s.a.s.

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