'Magia', l'album 'perduto' di Shakira che Shakira vuole rimanga tale

La prima prova in studio della star colombiana vendette in tutto poco più di mille copia per poi uscire di produzione: oggi è una rarità. Controversa, perché...
'Magia', l'album 'perduto' di Shakira che Shakira vuole rimanga tale

E' il 1990 e gli a&r della filiale colombiana della Sony mettono occhi (e orecchie) su una ragazzina che ha tutte le carte in regola per diventare una star: si chiama Shakira Isabel Mebarak Ripoll, ha tredici anni ed è nata a Barranquilla. Dopo essersi messa in luce in concorsi canori locali, una promoter la porta a Bogotà per un'audizione presso gli uffici della major. I dirigenti restano colpiti: nonostante la giovanissima età, la stoffa c'è. Così le fanno firmare un contratto da tre album, e iniziano subito a farla lavorare sul primo.

Lei ha già scritto diverse canzoni: ballate pop acerbe, le storie dei primissimi amori, materiale grezzo piuttosto ingenuo ma tutto sommato lavorabile. I discografici danno mandato ai produttori Miguel Cubillos e Pablo Tedeschi di trasformare un potenziale in un prodotto da spedire in classifica. Così mentre la giovane Shakira viene spedita a lezioni di canto, i due si mettono al lavoro sugli arrangiamenti delle canzoni agli Aga Studios di Bogotá.

I discografici sono contenti, perché il processo procede senza intoppi, ma la (futura) star no.

Perché è vero che Shakira nel 1990 è poco più che una bambina, ma è una bambina che è già le idee molto chiare e che non ha alcuna intenzione di farsi pilotare da un'etichetta. Il disco - intitolato "Magia" - alla fine viene pubblicato, il 24 giugno del 1991. Per promuovere il lavoro, la giovanissima cantante viene spedita a suonare a tutti gli angoli del paese - Cartagena, Santa Marta, Riohacha, Medellín, Cali, e - ovviamente - Bogotá: lo show è molto elaborato, con coreografie elaborate e promozioni imponenti. La promozione va a gonfie vele: Shakira diventa un volto familiare ai lettori dei principali giornali nazionali, e "Magia" vince un premio al prestigioso Viña del Mar International Song Festival. E' l'inizio di un'irresistibile ascesa? Per certi versi sì, per altri no.

Nonostante tutto, "Magia" vende poco più che mille copie. Oggi, a fronte di una prestazione del genere, il rapporto tra un giovane artista e una major si risolverebbe - da parte dell'etichetta - con il classico "grazie di tutto, buona fortuna e a mai più rivederci", ma allora i contratti si firmavano per più di un disco anche agli emergenti. Così la Sony, due anni dopo, spedì sui mercati "Peligro", il secondo disco, speranzosa che il grande potenziale di Shakira potesse fare breccia presso il grande pubblico: andò, se possibile, peggio, con appena 220 copie vendute. La fine? No, perché mancava ancora il terzo album prima di risolvere il contratto. "Pies Descalzos" esce nel '95: a occuparsi della produzione è la stessa Shakira, la stessa ragazzina che qualche anno prima lamentava di non poter decidere come realizzare due dischi che sono andati malissimo. Adesso che è lei, a decidere, la musica cambia: "Pies Descalzos" fa il botto sui mercati di tutto il sudamerica e vende 4 milioni di copie in tutto il mondo.

Shakira aveva vinto: la Sony le rinnova il contratto e la accompagnerà per tutta la sua (fortunatissima) carriera discografica. A decidere, però, sarà sempre lei: quando, a inizio degli anni 2000, a fronte del grande successo della popstar la major ventilò l'idea di ristampare i primi due album, che di fatto erano diventati introvabili, lei disse no. Quegli album, sui quali lei non aveva avuto alcuna possibilità di scelta in termini artistici, stavano bene nel dimenticatoio. Per la gioia dei collezionisti...

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