Pagare per essere "recensiti"?

E' lecito, giusto, sensato pagare per vedere pubblicata una recensione su un blog? Ce lo ha chiesto un nostro lettore, risponde il direttore di Rockol
Pagare per essere "recensiti"?

Sollecitati dalla mail di un nostro lettore, torniamo sul tema - sempre caldo - delle "recensioni a pagamento".
Ci viene segnalata l'esistenza di un servizio chiamato Submithub (ma ce ne saranno anche altri analoghi) che, in sostanza, chiede soldi per l'iscrizione premium, la quale consente, a dire del servizio medesimo, di far pervenire materiale musicale a un certo numero di blog di contenuto musicale. Submithub sostiene che 

The majority of money from premium purchases goes to the blogs, and that's why they're more-likely to respond on SubmitHub than via email. The rest goes toward transaction fees, hosting fees, and salaries so that we can keep making SubmitHub better.

Cioè: "La maggior parte del denaro delle iscrizioni premium va ai blog, ed è per questo che è più probabile che i blog prendano in considerazione la musica ricevuta via SubmitHub rispetto a quella ricevuta via email. Il resto del denaro... serve alle spese e agli stipendi di SubmitHub".

Può essere che quanto sostiene SubmitHub sia vero, e cioè che davvero SubmitHub inoltri il materiale ricevuto a un certo numero di blog (come lo dimostrano? boh). Può anche essere che quei blog dedichino più attenzione al materiale ricevuto via SubmitHub che al materiale ricevuto per altri canali (come è dimostrabile? boh).
Il punto, secondo noi, è che è giusto pagare per un servizio (come quello che sostiene di fornire SubmitHub - sempre che lo fornisca davvero - così come quello che fornisce un ufficio stampa). Quello che non è ragionevole attendersi è che grazie al pagamento effettuato a SubmitHub sia possibile ottenere spazi (notizie, recensioni, interviste) da parte dei blog che ricevono materiale via SubmitHub.
O meglio, e per essere più precisi: ce lo si può attendere, ma non è garantito (né, per essere onesti, SubmitHub lo garantisce).


Ci chiede il nostro lettore se è legittimo che un blog chieda denaro (direttamente, o attraverso la mediazione di SubmitHub) per dare spazio a un artista, o a un disco (spazio che d'ora in avanti chiameremo per comodità "recensione", ma che potrebbe essere anche un articolo di presentazione, o un'intervista, o la pubblicazione di un video)
E qui sarà bene fare chiarezza.
Un blog è un'iniziativa privata, ospitata sul Web. Non è una testata giornalistica, quindi non è soggetta alle regole della deontologia professionale. Un blog è liberissimo di "vendere" spazio e attenzione a un privato - sempre che fatturi la prestazione, e che ci paghi le imposte.
Quello che deve valutare chi sceglie/decide/accetta di pagare soldi in cambio di visibilità è il valore di quella visibilità. Se appiccichi un volantino alla vetrina di un negozio in periferia lo vedranno in cento, se affiggi un cartellone pubblicitario di sei metri per tre in centro città lo vedranno in centomila (e ovviamente la tua spesa sarà diversa).
Il metro da tenere in considerazione è il costo/contatto: ovvero, quanto mi costa informare una singola persona della mia attività musicale? 
E' ovvio che il costo è proporzionale alle diffusione del mezzo che si utilizza: più gente lo legge, più caro venderà il suo spazio. Ma bisogna badare anche alla credibilità di quel mezzo: la "recensione" su una testata registrata che abbia una certa quantità di lettori avrà, in linea di massima, più valore della recensione su un blog. A meno che, e questo va considerato, il blog si occupi di un genere musicale molto specializzato, di una nicchia di mercato: a quel punto, meglio raggiungere cento persone appassionate di quel genere specifico che diecimila persone - fra cui non è detto che ce ne siano cento appassionate di quel genere.


Ripeto: stiamo parlando di blog, che sono un po' l'equivalente delle fanzine. Una testata registrata, scritta da giornalisti professionisti o pubblicisti, è soggetta alle norme della deontologia, e quindi non può condizionare la concessione di spazio e attenzione redazionale al pagamento di una somma di denaro. Può vendere spazi pubblicitari, ovviamente: ma in quel caso lo spazio pagato dovrà essere chiaramente identificabile come pubblicità, e non potrà essere "travestito" da articolo scritto dalla redazione.
(Non sto dicendo che tutti i giornali siano sempre corretti e deontologici, intendiamoci: sto dicendo che così dovrebbe essere).


Provando a riassumere: ha senso pagare per una "recensione" (che a quel punto ti aspetti legittimamente che sia positiva, se non entusiastica)? Può averne, sì. Dipende da cosa ti aspetti da quella "recensione". Se ti serve per usarla come "biglietto da visita" per ottenere un ingaggio da parte di un locale, può essere che abbia senso (benché non sia un comportamento particolarmente leale). Altrimenti, che te ne fai di una "recensione" comprata? Non credo soddisfi il tuo ego o la tua autostima...
Però a questo punto c'è un altro discorso da fare, diverso ma altrettanto importante: i giornali musicali hanno spazio e tempo sufficiente per scrivere di tutti i (troppi) progetti musicali dei quali vengono messi a conoscenza?
Ne parlerò in un prossimo articolo.

Franco Zanetti

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