NUOVOIMAIE: parla Nervi, il vincitore di Next 2020

Il cantautore fiorentino beneficerà del contributo elargito dall'Istituto per la realizzazione di un tour: 'Sarà in Italia. E sarà molto emozionante, perché...'
NUOVOIMAIE: parla Nervi, il vincitore di Next 2020

"Per me questi sono giorni di gioia". E ci sta che Nervi, il cantautore fiorentino vincitore di Next 2020, il contest per artisti emergenti collegato allo scorso Concerto del Primo Maggio – andato in onda per la prima volta in forma solo televisiva a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19 – sia contento del risultato. "Nonostante tutto", aggiunge subito dopo. Perché in genere l'intervista al vincitore del concorso abbinato al Concertone di piazza San Giovanni partiva sempre con la stessa domanda: com'è suonare davanti a così tante persone? Il destino ha voluto per Elia – questo il nome all'anagrafe dell'artista – un incipit diverso.

"Un po' mi spiace”, spiega lui circa il mancato passaggio sul palco del Primo Maggio capitolino, accordato di diritto ai vincitori del contest, “Ma in questi due mesi mi ero abituato all'idea della quarantena. Diciamo che cerco di non pensarci"

Perché Nervi, ai concerti, era più che abituato: con il suo progetto precedente, i Finister, il cantautore fiorentino aveva girato l'Italia e anche l'Europa (pur con un'agenzia di booking "a conduzione familiare"). Però, adesso, con la vittoria a Next 2020 e il relativo premio - il contributo da 15mila euro elargito da NUOVOIMAIE attraverso un Bando Articolo 7 della Legge 93/92 per la realizzazione di un tour - la prospettiva cambia.

"Il tour vorrei farlo in Italia, senza dubbio. Ho suonato per dieci anni nel mio Paese con un progetto in inglese, e sono molto curioso di sapere come sia cantare in italiano in Italia. Sarà una grande emozione, ne sono certo. Vorrei fare un po' di date in locali che mi permettano di avere pubblico - ovviamente, non nei palazzetti, che ora come ora non riuscirei mai a riempire - e fare anche qualche 'apertura' ad artisti che io sento affini a me". Qualche nome? "Venerus, senza dubbio. Non è ancora un big, ma sono sicuro che lo diventerà".

Com'è passare dallo scrivere e cantare in inglese all'italiano? "E' come restringere il campo, ma allo stesso tempo averne uno molto più fertile", spiega Elia: "Non rinnego affatto il mio passato 'anglofono', ma per la prima volta riuscirò a comunicare più direttamente con le persone che mi seguono da tanti anni". C'è la possibilità che l'italiano nelle canzoni, per gli artisti contemporanei e non necessariamente big, possa avere sbocchi anche fuori dai nostri confini? "Ho vissuto a Londra per un po' di tempo, e anche di recente ho ricevuto una proposta di una data nel Regno Unito. Ho fatto girare una mia canzone, da quelle parti, e le persone alle quali l'avevo mandata mi hanno risposto che piaceva, benché la gente non capisse il significato del testo". Del resto non è la stessa cosa che succede anche in Italia con le hit straniere? "Certo: di tante delle canzoni che adoro non ho chiarissimo il testo, ma non ne faccio una questione morale, e non mi sento in colpa".

"E' vero, bisogna essere anche realisti: andare a suonare all'estero per esibirsi in locali vuoti non ha senso", prosegue Elia: "Però credo che negli ultimi anni ci si siano aperte molte possibilità. Penso, per esempio, a Mahmood: oggi ci sono produzioni italiane molto valide che possono essere interessanti anche a livello europeo".

Come si immagina, Nervi, il ritorno sul palco dopo la fine del periodo di stop ai concerti? "E' una cosa alla quale penso tutti i giorni: ne parlo anche con i miei musicisti, con i quali non vedo l'ora di tornare a fare le prove. Sarà bellissimo, ma ora come ora non sono disperato: avere più tempo per preparare uno show mi dà un senso di tranquillità, è positivo. Bisogna saper accogliere tutto quello che questo periodo ci ha portato...".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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