I Queen, Roby Facchinetti, e come far mettere mano al portafogli a YouTube

L'emergenza Covid-19 e due casi di canzoni pubblicate per raccogliere fondi: una ha il supporto della controllata di Google e l'altra no. Ecco perché
I Queen, Roby Facchinetti, e come far mettere mano al portafogli a YouTube
Credits: Rockol

Lo scorso 27 marzo l'ex Pooh Roby Facchinetti ha pubblicato "Rinascerò, rinascerai", brano dedicato alla città di Bergano - una delle più colpite in Europa e nel mondo dalla diffusione del Coronavirus - che in appena tre giorni di permanenza su YouTube aveva totalizzato la bellezza di cinque milioni di visualizzazioni (ad oggi ha superato i 14 milioni). Avendo deciso l'artista, coautore del brano insieme a Stefano D'Orazio, di devolvere in beneficenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII, sempre di Bergamo, anche i "diritti d’autore ed editoriali" dai passaggi in streaming del brano, Rockol aveva calcolato che - in base alle più recenti stime sui pagamenti in termini di royalties da parte della piattaforma video - YouTube, con 5 milioni di visualizzazioni, avrebbe contribuito (indirettamente) per 3000 euro alla causa benefica, contro i 20mila che, a fronte di uno stesso totale di stream, avrebbe corrisposto Spotify, che non essendo considerato safe harbor è costretto a negoziare bilateralmente le licenze per l'utilizzo dei repertori che rende disponibile sulla propria piattaforma.

Rockol aveva fatto appello a YouTube affinché contribuisse alla causa, senza però ottenere risposta: SIAE, collecting alla quale spetta il compito di ripartire i diritti d'autore maturati dal brano, fece sapere di rinunciare alle proprie provvigioni per rendere l'operazione ancora più efficace, ma dalla piattaforma di video-sharing controllata da Google - nonostante il nostro appello fosse stato condiviso da altre testate - non sono arrivati segnati di apertura.

Lo scorso primo maggio è arrivato su YouTube il video di "You Are the Champions", la nuova versione del classico dei Queen "We are the Champions" registrata da Brian May, Roger Taylor e Adam Lambert da remoto durante la quarantena per raccogliere fondi da devolvere all'Organizzazione Mondiale della Sanità impegnata nel contrasto alla pandemia da Covid-19. Il brano, in quattro giorni di permanenza online, ha totalizzato poco più di 2 milioni di visualizzazioni - a fronte di oltre 12 milioni di iscritti al canale dei Queen, una prestazione inferiore a quella di Facchinetti, che nello stesso arco temporale, con "soli" 89mila iscritti al proprio canale, aveva toccato i 5 milioni di visualizzazioni - ma ha raccolto già quasi 5 milioni di dollari, con la prospettiva, praticamente certa, di raddoppiare la somma proprio grazie a YouTube.

"You Are The Champions" è infatti indicato come un contenuto "fundraiser" ("per raccogliere fondi") dalla stessa YouTube:

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/n2njemhXUiUIH7pEF-UOTF0W-YQ=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/youtube-fundraising.jpg

Come si può vedere nel frame qui sopra, la piattaforma video non solo permette di effettuare una donazione direttamente dalla pagina - cliccando il pulsante "Fai una donazione" in alto, a destra, è possibile compiere molto agilmente un versamento di 5, 20 o 50 euro (o anche di importi superiori) utilizzando la propria carta di credito. E non è tutto: sotto il pulsante per le donazioni, YouTube riporta in tempo reale il totale dei versamenti, specificando come "una volta raggiunta la somma di 5 milioni di dollari, Google.org [la branca benefica di Google fondata nel 2006 che investe circa 100 milioni di dollari all'anno in imprese no profit] aggiungerà un importo equivalente".

Un'iniziativa sicuramente meritoria, che - se applicata anche alla campagna legata a "Rinascerò, rinascerai", numericamente, sul breve periodo, meglio performante di "You Are the Champions" - avrebbe potuto vedere confluire nelle casse dell'ospedale Papa Giovanni XXIII una cifra sicuramente più alta di quella maturata senza il supporto di YouTube.

Su Google sono disponibili - a questo indirizzo - le linee guida per i creator intenzionati ad attivare una raccolta fondi con la collaborazione del gigante di Menlo Park. 

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/gC4NxzCE6twdFkIbdZIJLavNE3A=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/youtube-fundraising-2.jpg

Tra gli altri requisiti, i canali dei creator intenzionati a organizzare una raccolta fondi con YouTube devono avere "sede in Stati Uniti, Regno Unito o Canada" e avere almeno centomila iscritti: condizioni, queste, che avrebbero messo fuori gioco Facchinetti già a partire dal numero di iscritti, a oggi poco meno di centomila - per la precisione, 89.400.

Ci sarebbe stato, eventualmente, il tempo di estendere le funzionalità dell'opzione benefica anche al pubblico non anglo-americano? Il tool "fundraising" è stato attivato da Google su YouTube, in versione beta, già nella seconda metà del 2018 nei soli territori statunitensi e canadesi, e - solo successivamente - esteso anche al Regno Unito.

 

Fin qui l'analisi del nostro Davide Poliani. Che spiega bene come e perché "You are the Champions" può aver tratto vantaggio dalle condizioni stabilite da Google. Ma resta il fatto che i nostri inviti a YouTube, benché anche autorevolmente rilanciati da altre testate, siano rimasti lettera morta, proprio anche nel senso che YouTube non ha mai fornito alcuna risposta ai nostri appelli. Sarebbe bastata una spiegazione metodologica, giusto per mandare un segno di attenzione. E in ogni modo, chi fa le regole può anche, in casi eccezionali, superarle con un gesto di buona volontà - che finora è mancato. C'è sempre tempo, volendo...

(Franco Zanetti)

Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Massimo Bonelli (iCompany, Concerto del Primo Maggio)
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