Quando Elton John si scontrò con Bernie Taupin

Il musicista di Pinner si mise in testa di scrivere una canzone per un'amica, ma Bernie...
Quando Elton John si scontrò con Bernie Taupin

La collaborazione tra Elton John e Bernie Taupin è tra quelle che, nella storia del rock, senza dubbio, ha generato il maggior numero di successi. Ma non sempre questo sodalizio è andato d'amore e d'accordo. Per esempio per la stesura della canzone “Philadelphia Freedom” che venne inclusa nell'album del 1975 "Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy".

C'erano delle regole che i due seguivano, non hanno mai scritto canzoni solo con l'intenzione di creare delle hit; avevano delle storie da raccontare, e Taupin era tanto riservato e introspettivo quanto Elton era un vero animale da party. Poi, che si trattasse di Taupin che cercava di realizzare un'idea lirica oppure di John che inseguisse una melodia, avrebbero abbandonato il lavoro se la cosa non ingranava nel giro di pochi minuti. Inoltre, a parte il fatto che, di tanto in tanto, gli suggeriva un titolo, Elton John non diceva mai a Taupin cosa doveva fare.

Queste regole andarono a farsi friggere quando Elton John decise che voleva scrivere una canzone da dedicare a una sua amica, la campionessa di tennis Billie Jean King. Questo il racconto fatto dalla King in una intervista rilasciata per il sito del musicista inglese:

"Nell'estate del 1974, stavamo andando a uno dei suoi concerti e mi ha guardato sul sedile posteriore dell'auto (ricordo, era alla mia destra) e mi disse, 'Voglio scrivere una canzone per te'. Diventai rossa, ne sono sicura, e dissi, 'Oh, per favore. Cosa?' E disse, 'No, voglio scrivere una canzone. Come la chiameremo?' E io dissi, 'Non lo so!' E lui, 'Che ne dici di "Philadelphia Freedom"? Perché io ho giocato per la Philadelphia Freedoms (una squadra di tennis), e lui veniva a guardare le nostre partite."

Elton John lo decise in violazione alle regole della procedura standard della squadra di scrittura che formava con Bernie. Spiegò nel 1990: "All'epoca facevamo tanti album, ma ci piaceva anche fare singoli separati. Dissi a Bernie, 'Scriveresti una canzone chiamata "Philadelphia Freedom" per me? Grazie Elton.'” Commentò allora Taupin: "Non è esattamente il titolo più semplice da affrontare, potrei aggiungere."

Fu una sfida anche per altri motivi come disse Bernie Taupin a The Telegraph nel 2002: "Dovevo essere molto consapevole delle parole da mettergli in bocca. Io scrivo quello che sento, ma quando ho finito una canzone, devo vedere se è qualcosa che voglio presentare a lui oppure se è più adatto per un altro uso."

Alla fine, decidendo che non poteva scrivere un testo sul tennis, Taupin mise insieme alcune frasi e le mandò a Elton John, che si abbandonò alla sua passione per il Philly Soul per completare la canzone che raggiunse la posizione numero uno della classifica nell'aprile 1975. Alcuni mesi dopo, il lunatico cantautore di Pinner, almeno per un poco, si pentì e scrisse in un articolo:

"In America ho "Philadelphia Freedom" ancora in classifica. Vorrei che quella maledetta si togliesse dalle palle. Posso capire perché la gente si stufa di me. In America sono stanco di sentirmi alla radio AM. È imbarazzante."

Comunque sia, Billie Jean King fu molto felice per la canzone che le venne dedicata che diventò un inno non ufficiale per una vasta gamma di attività sportive. Lei dichiarò nel 2017:

"È un sentimento. È un'ottima canzone per una squadra. È un'ottima canzone se non sei una squadra. La gente di Filadelfia dice, 'Questo è il nostro inno'. E il più delle volte non conoscono i retroscena."

Con il passare degli anni, Elton John e Bernie Taupin hanno iniziato a trascorrere sempre meno tempo insieme, nonostante la loro collaborazione abbia resistito a momenti peggiori di quelli riguardanti "Philadelphia Freedom". Nel 2002 Taupin osservò:

“L'unica cosa che abbiamo davvero in comune è la musica e il parlare di musica. Quando parliamo al telefono, lui dice, 'Ciao, come va?' e gli dico del mio ultimo cavallo... Riesco a vedere i suoi occhi girarsi da un'altra parte. Lui allora mi parlerà delle sue feste e così via, e nemmeno io sono davvero interessato. Poi parliamo del nuovo disco che stiamo ascoltando e torniamo come eravamo nel 1968. La musica è stata il catalizzatore di tutto ciò che abbiamo mai fatto."

Dall'archivio di Rockol - Il "Farewell Yellow Brick Road Tour" all'Arena di Verona
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.