Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica

Raccontiamo venti canzoni italiane pubblicate nell’ultimo ventennio, attraverso le schede scritte da Vincenzo Rossini.
Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica

Tutti i miei sbagli dei Subsonica, da “Microchip emozionale (Sanremo ed.)”, Mescal, 2000.

Pubblicato soli quattro mesi prima del passaggio al 2000, “Microchip emozionale” ha raggiunto un obiettivo fino a quel punto soltanto sfiorato dalla pur vitale scena alternativa italiana: assorbire le nuove direzioni della club culture e dell’elettronica (trip hop, drum and bass, garage) e declinarle dentro strutture riconoscibili e stimolanti per il gusto italiano del tempo, facendone materia popolare. Dando corpo nei testi a un immaginario futuribile ma già presente (ibridazioni uomo-macchina, fascino dell’inorganico, nuove sostanze per compensare nuove patologie), ingrigito da un’oscurità opprimente che rappresenta la minaccia di poteri oscuri e globali, cromaticamente sempre più simile alla nostra provincia deformata a metropoli (il paesaggio ispiratore dell’album è la Torino pre-olimpica), “Microchip emozionale” è riuscito a imporsi come album-simbolo del salto nel vuoto del nuovo millennio.

Paure,ebbrezza e vertigine: tutto è confluito in una tracklist dove ogni brano è diventato un classico, tuttora piatto forte dei concerti della band e, in qualche modo, catena a cui resteranno a lungo legati, nel bene e nel male (cercheranno di esorcizzare la questione, qualche anno dopo, in “Benzina Ogoshi”: “Non siete riusciti a bissare / ‘Microchip emozionale’”).

Uniti in un’unica danza rabbiosa e alienata il pubblico della dance e del rock alternativo, i Subsonica alzano la posta e tentano il salto definitivo nel popolare con la partecipazione nei big a Sanremo 2000: “Tutti i miei sbagli” è il tassello che mancava, una canzone d’amore che si nutre dell’estetica inquieta e post-apocalittica dell’album ma che, dentro la sua aria plumbea, consente proprio alla relazione sentimentale di farsi spiraglio di speranza.

È una canzone che non ha un carattere narrativo, come la maggioranza dei brani dei Subsonica. C’è però la sensazione di trovarsi sull’orlo di un baratro, uno sprofondare inarrestabile che potrebbe riguardare la stessa relazione amorosa come uno stato esistenziale, o entrambe le cose: “A caduta libera in cerca di uno schianto / ma fintanto che sei qui posso dirmi vivo”. Il lessico estremo e ancora in parte cannibale – notti e cuori sezionati, sangue, annegamenti che servono a respirare, schianti, dolore causato e dolore subito, con una punta di masochismo – radicalizza le emozioni e tiene a distanza ogni romanticismo, ma la canzone in fondo è la confessione di una dipendenza salvifica, un amore inteso come sbaglio in cui arbitrariamente incappare, per sentirsi vivi: “Nel giorno che sfugge / il tempo reale sei tu”.

Questa sensazione di apnea in cui l’amore è un ultimo appiglio che salva ma contemporaneamente tiene legati è straordinariamente trasferita nell’impianto musicale del brano: introdotta da un breve accenno sinfonico, “Tutti i miei sbagli” è disco-rock viscosa e insinuante; Samuel tende i versi della strofa con lentezza seducente e un po’ malata, concentrando l’energia per l’esplosione del ritornello dove, su una modulazione armonica piuttosto marcata, la voce si innalza in un urlo disperato e ossessivo – “tu” – mentre l’orchestra fa cadere strali sinfonici in odore delle colonne sonore dei film di 007. Nel blocco finale il salto armonico viene riproposto a una tonalità ancora più alta: anticipata da un martellante intermezzo di rullante che rende il crescendo monumentale, la voce di Samuel svetta in un acuto tragico che, sul palco dell’Ariston, fa lo strano effetto di una suggestione da bel canto narcotizzata e tradotta nelle più inquiete psicosi contemporanee.

(di Max Casacci, Samuel Romano, Davide Dileo / © Universal/Warner Chappell)

(Vincenzo Rossini)

Domani scriveremo di “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli

Abbiamo già pubblicato:

"Il timido ubriaco" di Max Gazzé

"La descrizione di un attimo" dei Tiromancino

La scheda è tratta, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, da “Unadimille – 1000 canzoni italiane dal 2000, raccontate”, edito da Arcana, al quale rimandiamo per le altre 980 schede.

(C) Lit edizioni di Pietro D'Amore s.a.s.

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