Giovanni Lindo Ferretti: “Aspiravo agli arresti domiciliari. Troppa grazia”

Il cantante torna a parlare del suo ritiro sulle montagne: in uscita un nuovo libro e la seconda parte di “Ora”, il video con cui un mese fa ha rotto il silenzio.
Giovanni Lindo Ferretti: “Aspiravo agli arresti domiciliari. Troppa grazia”

Un mese fa Giovanni Lindo Ferretti tornava a farsi sentire, commentando la situazione di quarantena dal suo ritiro negli Appennini, con una video-preghiera, “Ora”: “Avverbio di tempo o voce del verbo orare? Decida lei” racconta il già frontman dei C.S.I., che, dopo la conversione, negli ultimi anni ha preso spesso posizioni molto discusse su politica e religione.

In una nuova intervista, pubblicata nei giorni scorsi da Maurizio Caverzan su Panorama, e poi rilanciata dal giornalista sul suo blog. Il cantante racconta i suoi piani: un libro, in uscita per Mondadori che contiene “dieci anni di riflessioni, chiuso il conto con il tempo di prima” e una nuova video canzone: “Ora II”.
Ma soprattutto contiene una serie di riflessioni e spiegazioni del testo del video che, come al solito, fanno discutere.

A proposito della frase “Tutti da Fabio Fazio la domenica sera” in “Ora”

Il Papa che cita Fazio l’ho trovato imbarazzante. Si reggono cose tremende poi un’inezia ti distrugge.
Si riaprono le librerie perché allietano l’anima, ma le chiese ben chiuse che l’inquietano.

A proposito della frase "Comunichiamo solitudini moleste e sovraesposte":

il regno delle solitudini si è materializzato. Connessi, nelle proprie case, cittadini singoli, liberi in libero Stato nel libero mondo. Dovremmo essere contenti, no? Nell’ultimo secolo abbiamo cancellato famiglie, comunità, piccole patrie, corpi intermedi e i doveri che derivano dalla vita comune e reale, non virtuale. Ho ben presenti difetti e orrori della famiglia e della società tradizionale. Ma conosco altrettanto bene l’orrore e la solitudine esistenziale nella quale ci siamo infilati

Sulla sua condizione di isolamento, in un periodo in cui tutti siamo isolati:

Negli ultimi anni, per liberarmi da un eccesso di inviti, proposte, aspiravo agli arresti domiciliari. Troppa grazia: ci siamo finiti tutti, abbiamo consegnato la nostra libertà in cambio di una promessa medico scientifica di sicurezza. È il segno che abbiamo valutato male molte cose.
(…)
Sono al centro del mondo. Nel posto in cui sono stato desiderato e amato, nella casa della mia famiglia, tra la mia chiesa e il mio cimitero, al cospetto della creazione.

(…)
nella quotidianità non è successo proprio nulla. Sono cambiati i pensieri. Quando si arriva qui, di solito, si resta colpiti dal silenzio ma ora il silenzio si è fatto così acuto che ci ha rintronati.

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