Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “Il timido ubriaco” di Max Gazzé

Raccontiamo venti canzoni italiane pubblicate nell’ultimo ventennio, pubblicandone le schede scritte da Vincenzo Rossini.

Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “Il timido ubriaco” di Max Gazzé

“Il timido ubriaco” di Max Gazzé, da “Max Gazzé”, Virgin, 2000.

Max Gazzé presenta “Il timido ubriaco” in gara a Sanremo 2000 e, come è accaduto anche in altre edizioni, la sua performance cresce come un diesel, lasciando interdetti in prima battuta e macinando chilometri sul finale. Arriva quarto, a un passo dal podio: per una canzone così assurda, geometrica, spigolosa, immediata e inaccessibile al contempo, è un trionfo. “Il timido ubriaco” è una eccezionale rappresentazione di come la scrittura di Max Gazzé (e del fratello Francesco) si sia costruita un codice autonomo e irripetibile, che la rende riconoscibile e fortemente identitaria: testi criptici e rocamboleschi camuffano un parco emozionale semplice e immediato – l’amore, il sesso, l’incapacità di dichiararsi, il tradimento – dal 2000 in poi prevalente sull’esistenzialismo apocalittico degli esordi, che però non scompare mai del tutto; la musica intanto si aggrappa a questi funambolismi, cercando di intrecciarsi a essi in modo non banale, spalancando porte armoniche dove non si penserebbe, ma rimanendo essenziali dove la canzone lo richiede (“L’uomo più furbo”, per esempio, dallo stesso album di “Il timido ubriaco”, è un brano di linearità narrativa abissale).

Dicevamo, il camuffamento: basato sulla ripetizione e variazione di rime e lemmi iper-ricorrenti, da antologia poetica (“sposa”, “rosa” e così via), il testo di “Il timido ubriaco” dovrebbe suonare come un’ode soffice e leggiadra all’amata, ma è in realtà un motivo insinuante e serpentino, il tentativo di insidiare la serenità di una lei promessa sposa a un bruto, raffigurato come “quell’orso che ti alita accanto / sudato che farebbe schifo a un piede”. Altro che amor cortese, qui siamo in zona “Buonasera dottore”, ma nelle fattezze di un gioco linguistico sublime. Sempre riferito all’orso, ecco ad esempio come Gazzé rende in maniera para-surreale una sequenza di rapporto coniugale ormai privato della passione: “Dorme / tapino non le tocca le tue forme / eppure è ardimentosa la sua mano / villano”. Chissà se intenzionalmente o meno, questo triangolo ritorna nella struttura del brano basata su blocchi ciclici e movimenti a tre passi: tre sono gli accordi che muovono i versi della strofa, tre sono le unità che la compongono, cinque più uno sono gli accordi del ritornello. È una geometria plastica che enfatizza l’idea di circolarità e di ridondanza: nel ritornello ripetuto più volte, “potranno mai le mie parole esserti da rosa / sposa”, la parola “sposa” agisce come una ribattuta ossessiva, come se traducesse l’intento di insistere fino alla nausea con lei perché tenga ben presente, nella sua non-comunicazione coniugale, che le parole di lui, il timido ubriaco, cioè uno che sa di scompaginare i piani anche se caratterialmente lo fa in modo dimesso e ritroso, ci saranno sempre: “Forse / domani che pianissimo le morse / del matrimonio ti attanaglieranno / potranno / potranno mai le mie parole esserti da rosa / sposa”. A cucire questa trama diabolica camuffata da merletto è la voce sfiatata e irreale di Max Gazzé, sulla scia di una linea melodica che procede ancora per salti geometrici, mentre un beat synth pop stranito apre spiragli reggae fino a diventare una cavalcata rock più quadrata (pardon, triangolare) nel ritornello sinfonico, persino straussiano. Ecco un modo arduo ma efficace per costruire un classico: una canzone a propria immagine e somiglianza, così piena di ostacoli inspiegabili e spigoli cubisti da farsi inimitabile.

(testo: Francesco Gazzé, musica: Max Gazzé / © EMI/Linea Due/Sotto Casa)

(Vincenzo Rossini)


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Domani scriveremo di “La descrizione di un attimo” di Tiromancino.

La scheda è tratta, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, da “Unadimille – 1000 canzoni italiane dal 2000, raccontate”, edito da Arcana, al quale rimandiamo per le altre 980 schede.

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Dall'archivio di Rockol - Concerto del Primo Maggio 2018 a Roma, Max Gazzé: la videointervista
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