Chi è Boyrebecca e perché sarà presto sulla bocca di tutti

Reggaeton, trap, elettronica, testi bizzarri (e pieni di provocazioni) e tanto mistero: la sua "Yosì tunò" sarà presto un tormentone?

Chi è Boyrebecca e perché sarà presto sulla bocca di tutti

"Boyrebecca è la tua lolita Crazy, il suo reggaeton romantico ipnotizzerà il tuo ragazzo. Un sogno ad oggi aperti ad alto contenuto erotico. 50%boy, 50% Rebecca": è questa la descrizione che Boyrebecca offre di sé sui suoi canali social ufficiali. Suona quasi come un annuncio vm18. Su Facebook si definisce un artista di genere "plurale (misto)": 50% boy, 50% Rebecca, appunto. Lo ribadisce anche nella sua ultima canzone, "Yosì tunò", pubblicata a febbraio e finita nelle ultime settimane pure nella playlist di una radio come m2o, attualmente terza nella classifica "Discovery: Italia" di Shazam, a dimostrazione dell'interesse del pubblico per questo bizzarro reggaeton cantato un po' in italiano e un po' in spagnolo, con un testo pieno di provocazioni e doppi sensi: "Sono un ragazzo, la tua ragazza / Mi tieni stretta come un pupazzo / Ti addormenti con me in braccio / poi ti risvegli e c'è un ragazzo / Lo si capisce se tengo il ... / Tutti in giro dicono che sia grosso / Che se mi spoglio, diventi rosso / Baby ti piace tú eres mentiroso".

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Di Boyrebecca, per la verità, poco si sa. Le uniche informazioni sul progetto possono essere ricavate dai suoi social e dai crediti delle sue canzoni. La prima, "WWW HTTP", è uscita nell'aprile del 2019, accreditata a una certa Rebecca Griffiths e a Gherardo Santi: "Chatta con ragazza single, apri questo single / guarda come sono eccitata, clicca qui", canta. Sempre l'anno scorso sono uscite "Ti odio stronzio" e "Jingle bells dance" (nei crediti compaiono per la prima volta i nomi di Pierpaolo Moschino e Stefano Libertini Protopapa, fondatori del Fluidostudio, studio di sound-design e consulenza musicale milanese poi diventato anche etichetta che spazia tra vari generi: r&b, reggaeton, house e disco). La produzione è di un certo ilromantico, che Boyrebecca presenta così: "Misterioso, intenso, come il migliore dei sentimenti. Trasforma le tue emozioni in musica, rendendole romanticamente universali. È in questi periodi d’indifferenza che, più che mai riscoprire le emozioni diventa necessario. Con lo spirito de ilromantico è ancora più semplice". Ancora provocazioni: "Papi guarda in su / Siamo sotto il vischio / Smuack smuack / E le bells fanno jingle!".

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Un misto tra Myss Keta e Mykki Blanco? Così pare. Della prima riprende l'irriverenza, il modo di esprimersi nelle sue canzoni - mischiando erotismo e ironia - e il gusto per la provocazione. Al rapper statunitense sembra rifarsi per l'attitudine fuori dai canoni convenzionali e il modo di concepire la propria identità (per chi non ne avesse mai sentito parlare, Blanco è considerato uno dei pionieri del Queer hip hop, il fenomeno degli artisti GLBTQ che rappano), sebbene siano parecchi degli artisti che negli anni hanno fatto dell'aspetto androgino una parte importante della loro personalità artistica (da Marilyn, il cantante di "Calling your name", hit degli Anni '80, ad Anohni, ossia Antony Hegarty degli Antony and the Johnsons, passando per Bill Kaulitz e i Tokio Hotel). Reggaeton, trap, elettronica, testi bizzarri e tanto mistero: Boyrebecca punta a finire sulla bocca di tutti, nei prossimi mesi.

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