Jovanotti: "Il futuro non sono i concerti con la chitarra acustica su Instagram"

Andremo ai drive-in? Vedremo concerti in streaming? Oppure è un periodo di passaggio e torneremo alla musica? L'opinione del cantautore
Jovanotti: "Il futuro non sono i concerti con la chitarra acustica su Instagram"

Come ascolteremo la musica dopo la pandemia? Come riprenderanno i concerti? Sono due domande a cui non c'è ancora una vera risposta. Ci sono alcune ipotesi, alcune molto discusse e discutibili, come quella di trasformare temporianeamente i concerti in drive-in a cui si accede in auto.

Oppure l'idea che i concerti si vedano (anche) in streaming a pagamento. Quest'ultima è una realtà che in America è già parecchio diffusa, quella dei "couch tour", il tour per il divano, di band che vendono webacast. Non sostitusce i concerti tradizionali, ma si affianca ad essi: funziona soprattutto nel rock e per le cosiddette "jam band" (qua un bel resoconto di Pitchfork sul fenomeno), che hanno delle fan base molto attive. Erykah Badu ha lanciato un suo esperimento simile, ma non si ha ancora notizia dei risultati
Una recente ricerca di Rockit dice che solo l'1,6 per cento del campione intervistato sarebbe disposto a pagare per vedere un concerto in streaming. Il campione (circa 15.000 persone, che hanno risposto volontariamente ad un questionario) può anche non essere rappresentativo su base statistica dei consumatori di musica e degli acquirenti di biglietti. Un'ipotesi è che questa risposta sia soprattutto a quello che vediamo in questi giorni. E il punto è forse un altro: quelli che stiamo vedendo in questo periodo in Italia (e nel mondo) sui social non sono dei concerti, ma sono delle performance estemporanee, presentate dagli artisti per tenere vivo il rapporto con i propri fan.

Un'opinione interessante, da questo punto di vista, è quella di Jovanotti: il cantautore toscano è stato uno dei primi e probabilmente il più assiduo a inventarsi un format sui social: il Jova House Party. Ma è il primo ad avere dubbi sul futuro del formato: "Per quanto sia un entusiasta del nuovo, non farei affidamento sulla musica attraverso i social. È un’emergenza, ci piace stare in una comunità con i cantanti fatta di persone con le quali siamo abituati ad avere a che fare. Se immagino il futuro della musica con i concerti con la chitarra acustica su instagram un po’ di avvilimento mi prende", ha raccontato.

Jovanotti l'ha ha detto durante la presentazione di "Non voglio cambiare pianeta" , il suo docu-trip per RaiPlay in cui racconta il suo viaggo in sudamerica. Al termine della conferenza stampa, a domande del giornalista Albi Scotti di DjMag, ha risposto ed esteso il concetto, seppur brevemente Secondo Jovanotti i drive-in, nei quali assistere ai concerti in auto, non sono certo la soluzione: "La musica è nell’aria tra le persone, si vive insieme. Non è nell’aria tra te e le casse di un computer. Quando usciremo da questa situazione sarà una sfida immaginare la musica. Sono incuriosito da cosa porterà la fase 4, non la due perché nella fase due i concerti non ci saranno. I concerti torneranno quando ci sarà la possibilità di assembramenti. A me i concerti fatti nei drive-in non mi consolano affatto. È tutto da costruire. Capisco che la musica fa parte del superfluo, ma di un superfluo necessario, quello dell’anima e dello spirito".

Voi cosa ne pensate? Come vi immaginate il futuro dei concerti? Ecco cosa ne pensa Jovanotti, intanto 

 

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