Andrea Bocelli, il concerto nel Duomo di Milano: la stroncatura

Successone di pubblico, ma un critico lo massacra

Il suggestivo concerto tenuto da Andrea Bocelli nel Duomo di Milano il 12 aprile 2020, giorno di Pasqua, trasmesso in diretta mondiale via YouTube, è stato un grandissimo successo di pubblico: vi hanno assistito milioni di persone. E' un evento che passerà alla storia, ma non tutti quelli che lo hanno visto e ascoltato hanno espresso un giudizio positivo sulla performance del cantante italiano. Alberto Mattioli, critico dimusica classica del quotidiano "La Stampa", è stato il più severo: ecco alcuni passi della sua recensione:

E poi, alle 19, è arrivato il reclamizzatissimo concerto di Andrea Bocelli dal Duomo, ovviamente senza pubblico: solo lui, l'organista della Cattedrale, Emanuele Vianelli, le vecchie magnifiche pietre e lo streaming in diretta mondiale. Cinque arie sacre in tutto: in chiesa, il "Panis Angelicus" di Franck, l'"Ave Maria" di Bach-Gounod, "Sancta Maria" di Mascagni (trattasi di un atroce arrangiamento dell'Intermezzo di "Cavalleria", la pagina meno sacra che si possa immaginare), il "Domine Deus" della "Petite Messe Solennelle" di Rossini; sul sagrato, "Amazing Grace". Più un fervorino religioso-patriottico all'inizio e un po' di belle immagini della città ferita.

Ora, duole dirlo perché Bocelli sta simpatico un po' a tutti, ma il concerto è stato imbarazzante: incertezze di intonazione, urla disperate per salire a ogni acuto, falsetti da crooner spacciati per piani, suoni oscillanti, legato non pervenuto e così via. Chiunque dotato di orecchie un minimo educate l'ha notato e molti l'hanno anche scritto sui social. Naturalmente, è stato un trionfo: alle 11.41 le visualizzazioni su YouTube erano poco di 25 milioni, un'enormità, quindi chi se ne frega della tanto strombazzata 'bellezza'. Bocelli fa benissimo a fare quel che fa, anche se lo fa male.

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