La storia di “Don't Stand So Close To Me” dei Police

La canzone scritta da Sting è in larga parte autobiografica. Ecco perché.

La storia di “Don't Stand So Close To Me” dei Police

C'è una canzone dei Police uscita nel 1980, scritta da Sting, intitolata “Don't Stand So Close To Me” che, a causa del suo titolo quanto mai calzante con il periodo di 'distanza sociale' che stiamo vivendo dovuto al diffondersi del Coronavirus, è tornata di stretta attualità. Una manciata di giorni fa ne è stata fatta anche una versione 2020 ad hoc, prettamente da remoto come i grami tempi permettono, promossa dal presentatore televisivo statunitense Jimmy Fallon, coadiuvato dai Roots e dall'autore del brano, Sting.

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Ma come nacque quella canzone? Cosa ispirò Sting alla sua scrittura? Il testo descrive la relazione romantica (o meno) tra insegnante e allievo, con tutti gli annessi e i connessi del caso. Un caso che portò Sting, guarda un po', per qualche tempo, a sbarcare il lunario impegnandosi nell'insegnamento prima di diventare la rockstar che tutti conosciamo.

Il cantante dei Police non nega che il testo della canzone ha una stretta relazione con quel periodo trascorso come insegnante, lo ha anche spiegato nel libro del 1981, 'L'historia bandido”:

"Volevo scrivere una canzone sulla sessualità in classe. Avevo insegnato nelle scuole secondarie e avevo ragazze di 15 anni che mi sognavano, e io sognavo loro! Non so come ho fatto a tenere le mani a posto”.

Un concetto che ha ribadito a più riprese, come dichiarato ad esempio a Q nel 1993:

"Non ho mai avuto una relazione con nessuna delle mie allieve. Dovete ricordare che all'epoca eravamo delle bombe bionde e la maggior parte dei nostri fan erano ragazze giovani, così iniziai a recitare un po'. Sfruttiamo la cosa."

Un'altra fonte di ispirazione per la scrittura del brano fu il romanzo 'Lolita' dello scrittore russo Vladimir Nabokov pubblicato nel 1955, come disse Sting:

"Poi c'era il mio amore per 'Lolita', che penso sia un romanzo geniale. Quello aprì la porta e ne uscirono: l'insegnante, la pagina aperta, la vergine, lo stupro in auto, il licenziamento, Nabokov, tutto il resto."

In una intervista rilasciata nel 1993 al The Independent, Sting spiegò che:

"L'idea di un insegnante, un personaggio alla Humbert Humbert (la voce narrante del romanzo 'Lolita', ndr), mi aveva attratto perché ero stato un insegnante prima dei Police. Inoltre, per essere sinceri, era in linea con le nostre fan, molte adolescenti compravano i nostri dischi. Quindi l'idea era di scrivere una storia tipo Lolita”.

Sting era cosciente che fare un diretto riferimento a Nabokov nel testo della canzone avrebbe sollevato delle polemiche. In effetti, la frase finale di “Don't Stand So Close To Me”, 'He sees her/He starts to shake he starts to cough/Just like the old man in/that famous book by Nabakov' è stata molto analizzata. Sting al riguardo ebbe a dichiarare:

"Normalmente non ci sono quel tipo di rime nella musica pop, e ne sono contento. C'era un sacco di gente che diceva: 'Che segaiolo pretenzioso, ha citato Nabokov in una canzone pop'. Ma, per lo stesso motivo, molte persone hanno scritto e detto: 'Che cos'è un Nabokov?'”.

Per la parte musicale della canzone Sting invece confessò di avere attinto a un brano del 1967 dei Buffalo Springfield:

"Era basato su una chitarra che penso di aver rubato da una canzone intitolata “Rock and Roll Woman"”.

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“Don't Stand So Close To Me” è stato il primo singolo estratto dal terzo album dei Police “Zenyatta Mondatta”, pubblicato nell'ottobre 1980. La canzone raggiunse la prima posizione in classifica in Gran Bretagna, il terzo posto in Italia ed entrò nella Top Ten, per la prima volta, negli Stati Uniti.

“Rock and Roll Woman” è una canzone scritta da Stephen Stills (e da David Crosby che però non venne accreditato) inclusa nel secondo album dei Buffalo Springfield, “Buffalo Springfield Again”, pubblicato nel novembre 1967.

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