La volta che Elio e le Storie Tese suonarono nel tempio del punk newyorkese

Per la prestigiosa occasione gli Elii si sono presentati sul palco del CBGB, Manhattan, con il nome E.L.I.O., Enema Lovers Italian Orchestra, conquistando con inglese maccheronico il pubblico dello storico locale di Hilly Kristal del Lower East Side.
La volta che Elio e le Storie Tese suonarono nel tempio del punk newyorkese

“We are the ambassadors of Italian music in the world”. È il 12 febbraio 1998 e con queste parole gli Elio e le Storie Tese accolgono al loro show il pubblico del CBGB, storico locale newyorkese del Lower East Side di Manhattan. Storico perché sul palco dello spazio aperto da Hilly Kristal non solo si sono esibiti artisti come, per citarne solamente alcuni, i Ramones, i Talking Heads, i Blondie, Patti Smith e la sua band, ma il locale della Bowery ha finito per diventare una vera e propria fucina della scena punk e new wave newyorkese e, più in generale, americana, tra la metà e la fine degli anni Settanta, pur accogliendo tra le sue mura gruppi di ogni genere, dal folk – il locale era nato con l’iniziale intento di dare spazio alle musica country e bluegrass – al fusion jazz fino a musica come, più tardi, l’hadcore punk. Per la prestigiosa occasione, gli Elii, all’epoca impegnati in un tour di una manciata di date negli Stati Uniti, si sono presentati come E.L.I.O., Enema Lovers Italian Orchestra: nel video qui sotto potete vedere (e ascoltare) Stefano Belisari e soci - che il giorno precedente si erano esibiti, sempre nella Grande Mela, al S.O.B. - alle prese con “The State of A the state of B”, introdotta da Elio in uno splendido inglese maccheronico. Durante il tour, andato in scena nell’inverno del 1998, sono state fatte anche le riprese della miniserie televisiva di 4 episodi “Vite bruciacchiate”, con gli Elii come protagonisti, trasmessa poi in tarda, tardissima serata, dalla Rai.

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Il CBGB ha chiuso definitivamente nel 2006 dopo circa 33 anni di attività e oggi ospita il negozio di abbigliamento di John Varvatos, che ha però scelto di conservare intatti gli interni del locale. Anche il quartiere che ospita l’ex CBGB & OMFUG – questo il nome completo del locale -, il Lower Est Side, è cambiato molto e l’area sud est di Manhattan ospita ora non pochi ristoranti eleganti e negozi raffinati. Di tutt’altro tenore ero lo scenario che si presentava negli anni Settanta, quando i prezzi bassi degli affitti permettevano ad artisti e squattrinati di ogni risma, di stabilirsi nel quartiere. Nei pressi nella Bowery vivevano infatti, ad esempio, i Talking Heads e i Blondie, ma anche William Burroughts, Allen Ginsberg e Arturo Vegas, che curava lo stile dei Ramones. Lo stesso CBGB ha permesso l’emergere di una scena anche grazie al suo modus operandi nella gestione degli incassi delle serate, riservando la quota dei biglietti d’ingresso del pubblico agli artisti di scena e circoscrivendo i guadagni del locale ai soldi spesi al bar dai clienti. Per quanto i costi dei biglietti fossero bassi la decisione di Hilly Kristal ha contribuito, insieme a tutti gli altri club che hanno optato per la stessa politica, a garantire alle band emergenti dei guadagni, supportando la loro musica e i loro sogni. Un altro aspetto caratteristico del CBGB era che per essere ammesse sul palco del locale le band dovevano suonare materiale proprio: Kristal incentivava così indirettamente la musica inedita, ponendo invece un argine al proliferare delle cover o semi cover band. Grazie a tutto questo gli artisti non frequentavano il locale della Bowery solo come performer ma anche come pubblico, creando un ambiente quanto mai fertile per l’arte e per i suoi sviluppi. 

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