Music Biz Cafe, parla Enzo Mazza (FIMI)

La discografia ai tempi del Covid-19, e oltre: un caffé con il presidente della Federazione Industria Musicale Italiana
Music Biz Cafe, parla Enzo Mazza (FIMI)

Il presidente della Federazione Industria Musicale Italiana Enzo Mazza è stato ospite di Music Biz Cafe, il video appuntamento di Rockol che vede i protagonisti del settore musicale italiano fare il punto, a colazione, sui temi più importanti all'ordine del giorno della filiera creativa e dell'intrattenimento.

La crisi sanitaria causata dall'emergenza Coronavirus non si è abbattuta solo sul mondo dei live, ma sull'intero comparto musicale: "L'industria discografica e quella dei concerti sono fortemente interconnesse tra loro", ha spiegato Mazza, "La chiusura non ha riguardato solo il live, ma anche i negozi di dischi, che ha causato un calo di vendite del prodotto fisico del 70%. E anche lo streaming, in questo periodo, ha avuto un primo momento di forte riduzione, essendo un tipo di canale che si consuma essenzialmente in mobilità. Adesso si comincia a rivedere un timida ripresa almeno sullo streaming, che tuttavia non compensa il quadro generale, che è drammatico".

"C'è un grosso problema di liquidità, soprattutto riguardo le etichette medio-piccole. E c'è anche il tema dei diritti: essendo fermo non solo il live, ma anche tutta l'attività di public performance, al settore vengono meno anche gli introiti da diritti d'autore e diritti connessi", ha proseguito il presidente di FIMI: "Quello della discografia è un comparto molto fragile, perché lavora sugli investimenti, sulla ricerca e sullo sviluppo: servirebbero degli interventi a fondo perduto per arginare il problema della liquidità. E poi c'è il tema dell'IVA, da riportare al 4% - la stessa applicata ai libri - anche per i prodotti discografici".

Quello della ripartenza sarà un passaggio fondamentale per cercare di lasciarsi alle spalle la crisi, perché - conclude Mazza - "la 'Fase 2' è molto importante: ritengo che la musica non si debba fermare, che si debba continuare a fare uscite, pubblicazioni, e andare incontro ai consumatori, anche perché in questo momento - come settore - abbiamo la grandissima responsabilità nei confronti di lavoratori che stanno dietro alla produzione discografica e che hanno un disperato bisogno di lavorare".

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