I Bluvertigo, Raffaella Carrà e quell'inchino a Sanremo 2001

Vent'anni da Morgan e soci si presentarono in gara al Festival. A condurlo era Raffaella Carrà. Ecco cosa accadde dopo l'esibizione della band sul palco dell'Ariston.
I Bluvertigo, Raffaella Carrà e quell'inchino a Sanremo 2001

Da un lato Raffaella Carrà, dall'altro i Bluvertigo. A fare da sfondo all'incontro, il palco del Teatro Ariston, durante il Festival di Sanremo 2001, condotto proprio dalla showgirl bolognese, scomparsa lo scorso lunedì all'età di 78 anni.

Nel 2001 i Bluvertigo erano tra le star della scena indipendente italiana che negli Anni '90 era nata e si era evoluta in reazione al pop dell'epoca, e che ora si apprestava a mettere il piede fuori dalla nicchia dell'underground per conquistare il mainstream: dai Subsonica ai Verdena, passando per i La Crus e i Timoria. La band capitanata da Marco Castoldi - in arte Morgan - aveva esordito nel 1995 con l'album "Acidi e basi", seguito nel 1997 da "Metallo non metallo" e nel 1999 da "Zero - ovvero la famosa nevicata dell'85". Anche tra i non-seguaci di quel circuito musicale, in molti avevano cominciato ad interessarsi alle vicende del gruppo e del suo leader, che aveva pure conquistato le pagine delle riviste di cronaca rosa per via del suo rapporto con Asia Argento, figlia di Dario (dalla loro unione sarebbe nata nel giugno del 2001 Anna Lou Castoldi). Insieme, i due, avevano deciso di farsi immortalare nudi per un servizio di un mensile, che gli aveva pure dedicato la copertina (con la testa di Morgan a coprire le zone genitali della compagna): "La Argento e il leader dei Bluvertigo raccontano in esclusiva il loro pazzo amore", il titolo.

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L'attrice e regista non restò certo a casa quando nel febbraio di quell'anno il suo fidanzato e i suoi compagni di band parteciparono al Festival di Sanremo. La Argento seguì Morgan e soci in riviera e assistette alle esibizioni del gruppo sul palco dell'Ariston direttamente dalla platea, catturando l'attenzione di fotografi e cameramen. Che infatti subito dopo l'esibizione dei Bluvertigo (la terza dall'inizio della gara), quando la conduttrice Raffaella Carrà si avvicinò ai musicisti per intervistarli, non indugiarono a riprenderla.

Chiamati a rappresentare il mondo indipendente sul palco mainstream per antonomasia della musica italiana, un anno dopo la partecipazione dei Subsonica con "Tutti i miei sbagli", Morgan, Andy, Sergio Carnevale e Livio Magnini decisero di far ascoltare al grande pubblico un brano intitolato "L'assenzio (The power of nothing)", scritto da Morgan insieme a Luca Urbani dei Soerba, altra band punto di riferimento della scena.

"Abbiamo usufruito della bevanda assenzio per riuscire a trarne giovamento per scrivere la canzone; ma, in secondo luogo, la canzone, se voi notate, nella parte che noi abbiamo chiamato 'solo vocal' dice 'gli effetti speciali, la polizia/ travestirsi, la censura/ l’oppio, la religione/ il lego, l’assenzio'. Sotto questa frase c’è un suono, che è stato prodotto grazie ad un programma alfanumerico che si può facilmente scaricare da Internet. Questo programma si chiama absinth, cioè ab - a favore di -, sinth - sintetizzatore, cioè assenzio vuol dire: a favore del sintetizzatore", ebbe a dire Morgan parlando del brano in un'.intervista concessa a Rockol proprio durante la settimana sanremese.

Nell'anno in cui Eminem tenne col fiato sospeso gli osservatori per i contenuti dei suoi testi, ritenuti violenti e inappropriati, e in cui Brian Molko dei Placebo schiantò la sua Stratocaster sull'amplificatore , i Bluvertigo portarono a Sanremo un pezzo coerente rispetto a quello che era stato il loro percorso fino a quel momento: una canzone anomala (rispetto alle proposte sanremesi), con una struttura complessa, una certa tensione ritmica, un arrangiamento che mischiava classica e elettronica, seppur con un ritornello forte (quel "fanno bene fanno male / sto bene, sto male" destinato a diventare un tormentone, tra i seguaci della band e del genere).

Fu dopo la loro esibizione che i Bluvertigo furono trattenuti sul palco dalla Carrà per una breve ed esilarante intervista che vide Morgan mandare all'aria ogni tentativo della conduttrice di dialogare seriamente con la band, interrompendo le sue domande. "Sapevi che Morgan... Insomma ha collaborato a fare un bimbo, o una bambina?", domandò la Carrà, cercando di spostare la chiacchierata sul gossip, accontentando gli spettatori, mentre un cameraman inquadrava Asia Argento con un abito sexy (e il pancione in mostra) seduta in platea. "Beh, questo lo sapevamo già", la risposta stizzita del cantante. "Sei un grande performer, fai veramente bello spettacolo", tagliò corto la conduttrice, capendo che era impossibile portare a termine l'intervista - alla fine la Carrà fu invitata dai Bluvertigo ad inchinarsi con loro.

"L'assenzio" fu inclusa all'interno della raccolta "Pop Tools", uscita proprio quell'anno, contenente altri brani pescati dai tre precedenti album dei Bluvertigo. La band fu congelata poco dopo e nel 2003 Morgan avviò la sua carriera solista con "Canzoni dell'appartamento": cinque anni dopo il pubblico televisivo lo avrebbe ritrovato dietro il bancone dei giudici di "X Factor".

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