NUOVOIMAIE, Massimo Di Cataldo: 'Spero torni la voglia di abbracciarci e stare vicini'

Il cantautore romano fa il punto ai tempi del Covid-19: 'Noi artisti sembriamo privilegiati, ma non godiamo di alcuna garanzia. Ecco perché, a causa di questa emergenza...'

NUOVOIMAIE, Massimo Di Cataldo: 'Spero torni la voglia di abbracciarci e stare vicini'

"In questo periodo sto sperimentando molto, tirando fuori dai cassetti strumenti ed effetti che non usavo da una vita e che sto riscoprendo proprio in questi giorni: hanno uno suono fantastico, sto creando un vero ibrido tra analogico e digitale. Sono cose che da molto mi ripromettevo di fare e adesso, finalmente, ho il tempo di farle": Massimo Di Cataldo ha preso per il verso migliore il periodo di autoisolamento al quale tutto il Paese è stato sottoposto in seguito all'emergenza sanitaria da Coronavirus. "Sono giorni difficili, questi, che qualcuno ha scelto di dedicare alla memoria, magari andando a rivedersi vecchi film per rivisitare pagine del proprio passato", riflette il cantautore romano: "Sotto questo punto di vista, questo è un periodo che non sprecherei. Anche perché noi che siamo costretti a stare a casa è vero che corriamo il rischio di annoiarci, ma rispetto a tutti quelli che sono costretti a uscire per assicurare le attività essenziali siamo dei privilegiati".

Lo scorso 25 marzo Di Cataldo è tornato a segnalarsi al proprio pubblico grazie a una nuova versione del classico di Jimmy Fontana "Il mondo", registrato "a distanza" in compagnia della sua band:

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"La cover 'in quarantena' di 'Il mondo'? L'abbiamo fatta in tre o quattro giorni, non di più", spiega lui, divertito: "Per la verità quella canzone - alla quale io sono molto affezionato - faceva già parte del nostro repertorio, con un preciso arrangiamento. Lo spunto è venuto a Ingo - Peter Schwartz, il bassista. Ci ha detto: 'Sentite, ma dato che in questi giorni in abbiamo niente da fare...'. Così abbiamo recuperato un vecchio provino, e ognuno di noi si è messo davanti al proprio smartphone, a casa o in studio, a eseguire la propria parte. E' una cosa nata alla buona, con molta spontaneità".

"Essendo delegato del settore musica di NUOVOIMAIE, mi è venuto spontaneo usare la nuova registrazione di 'Il mondo' per promuovere la bella iniziativa dell'Istituto rivolta agli artisti in difficoltà", prosegue Di Cataldo: "La nostra categoria spesso è presa alla leggera, ma essendo noi musicisti per la quasi totalità dei lavoratori 'intermittenti' non godiamo delle garanzie e delle assicurazioni riservate ai lavoratori 'normali': il settore musicale è stato quello colpito più duramente dall'emergenza da Covid-19, che ci ha messo letteralmente in ginocchio. Non potevo non promuovere il fondo attivato da NUOVOIMAIE: tutti i miei colleghi devono sapere della sua esistenza".

Perché, nonostante le tecnologie digitali in grado di accorciare le distanze fino a quasi annullarle, gli artisti patiscono così profondamente la crisi generata dal Coronavirus? "Gli artisti hanno innanzitutto bisogno di un pubblico, di avere uno scambio", racconta Di Cataldo: "Quello che noi possiamo offrire è il frutto del nostro intelletto e della nostra creatività. Chi fa musica studia, fa tanti sacrifici, e questo aspetto della nostra condizione al pubblico non arriva. In questo momento l'intrattenimento è un'arte nobile, che rappresenta qualcosa di importante per riempire le nostre giornate. Voglio essere chiaro: so bene che quello che facciamo non è un bene di prima necessità, come il cibo. Ma quello che prima veniva considerato un bene di lusso spero che - alla luce di quanto sta succedendo - per lo meno venga considerato un cibo per l'anima".

Come si immagina, Di Cataldo, il ritorno alla normalità per gli artisti e per il pubblico? "Penso ai grandi eventi della scorsa estate, per esempio ai concerti di Jovanotti in spiaggia davanti a 40mila persone: non credo che potremmo rivivere presto esperienze del genere, ci vorrà tanta prudenza per tornare a quei numeri. Ma ci torneremo. Più che altro, a preoccuparmi sono le nuove generazioni. Noi siamo cresciuti con i grandi concerti di Bruce Springsteen e U2, mentre adesso l'aspirazione è quella di diventare Youtuber, di parlare al mondo dalla propria cameretta, senza - però - uscirne. Al di là del virus, mi pare che oggi ci sia poca necessità di aggregazione: mi auguro che, quando questo brutto momento sarà finito, si prendano iniziative per coinvolgere le generazioni più giovani e riportarle a vivere in prima persona. C'è la tendenza, oggi, a vivere attraverso la realtà aumentata piuttosto che la realtà in sé, che oggi - lo capisco - ci fa molta paura: per questo mi auguro che torni a tutti la voglia di abbracciarci e starci vicini davvero".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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