Discografia, fondi bancari disponibili per ricerca e innovazione

Le imprese discografiche italiane associate a FIMI, in quanto aderenti a Confindustria, avranno accesso potenziale ad un finanziamento da un miliardo di euro che la UniCredit Banca d’Impresa ha stanziato per progetti di investimento in ricerca e innovazione. Nelle fattispecie previste dagli accordi con l’istituto bancario rientrano la copertura fino al 100 % delle spese sostenute per studi di fattibilità e progettazioni, per impianti e attrezzature, per consulenze e personale impiegato in ruoli specifici. La quota massima del plafond a disposizione di ogni singola impresa è di 500 mila euro, ripartiti su un periodo quinquennale. “L'accordo stipulato con UniCredit Banca d'Impresa”, secondo FIMI, è “particolarmente rilevante anche in un contesto di conversione del settore discografico sul fronte digitale”.
    Le imprese discografiche italiane associate a FIMI, in quanto aderenti a Confindustria, avranno accesso potenziale ad un finanziamento da un miliardo di euro che la UniCredit Banca d’Impresa ha stanziato per progetti di investimento in ricerca e innovazione. Nelle fattispecie previste dagli accordi con l’istituto bancario rientrano la copertura fino al 100 % delle spese sostenute per studi di fattibilità e progettazioni, per impianti e attrezzature, per consulenze e personale impiegato in ruoli specifici. La quota massima del plafond a disposizione di ogni singola impresa è di 500 mila euro, ripartiti su un periodo quinquennale. “L'accordo stipulato con UniCredit Banca d'Impresa”, secondo FIMI, è “particolarmente rilevante anche in un contesto di conversione del settore discografico sul fronte digitale”.

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