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NEWS   |   Industria / 17/05/2005

Msn Music in Italia, un anno dopo

Msn Music in Italia, un anno dopo
A un anno di distanza dal debutto nazionale (qualcosa di più, in realtà: l’ingresso nel cyberspazio è datato 19 aprile 2004) Msn Music di Microsoft tira le prime somme sulla sua esperienza nel settore della musica digitale in Italia e annuncia programmi ambiziosi per il futuro prossimo venturo: raddoppio dei brani venduti (500 mila finora) sul suo negozio digitale da qui ai prossimi dodici mesi, fino a strappare una quota di mercato superiore al 30 % nel campo della musica distribuita legalmente sotto forma di download. “Da quando siamo partiti con il nostro store virtuale abbiamo generato un fatturato di mezzo milione di euro”, spiega a Rockol il country manager di Msn.it, Stefano Maruzzi. “Non si tratta ovviamente di una cifra gigantesca in termini assoluti, ma di tutto rispetto se rapportata allo stato nascente della musica digitale in Italia. Rispetto al totale dei consumi legali di musica in Italia, on-line e off-line, copriamo per ora soltanto lo 0,16 % dei volumi di vendita. Ma siamo solo agli inizi e in linea con i risultati di mercati più maturi del nostro, a testimonianza del buon lavoro svolto: il rapporto con il Regno Unito è molto più favorevole di quanto sia mai stato nel mercato tradizionale, con Francia e Germania siamo praticamente alla pari anche in termini assoluti. Forse il motivo di questo successo risiede nella passione musicale che accomuna molti di noi: magari ci siamo sforzati più di altri nel formulare strategie e ricercare soluzioni. Ora guardiamo con fiducia al futuro: ci sono almeno 5 milioni e mezzo di italiani che rientrano nel nostro ‘core target’, che dispongono cioè delle caratteristiche giuste per essere nostri potenziali clienti. E il fatto che l'80 % dei download riguardi brani di catalogo e non novità significa che ci sono opportunità e nicchie di mercato da sviluppare”.
Rinfrescata l’interfaccia grafica (con la possibilità per gli utenti del sistema operativo Windows XP Media Center di accedere direttamente al negozio senza necessità di ulteriori plug-in e di navigare manovrando il telecomando del televisore), Msn parte all’inseguimento di Apple Computer, leader incontrastata del settore. Ma come si contrasta una macchina da corsa come l’iTunes, spinta da un turbo come l’iPod? “Non tocca a noi elaborare strategie che naturalmente vengono formulate dalla casa madre”, risponde Maruzzi. “Ma credo che una risposta possibile consista nello sviluppare anche noi un ecosistema che affianchi, come fa Apple, un’offerta adeguata di hardware e di dispositivi portatili di riproduzione a quella software imperniata sul negozio di musica digitale (attualmente sono già in circolazione più di 70 lettori WMA-compatibili, prodotti da marchi diversi e destinati a fasce diverse del mercato). Un’altra strada, che stiamo già percorrendo, consiste nel rendere sempre più visibile la piattaforma di downloading all’interno del network Msn, che in Italia ha un’utenza potenziale di 19 milioni di persone molte delle quali non sono ancora consumatori di musica digitale”. Il concetto di ecosistema basato sul computer non stona con lo scenario che vede consumo “mobile” e telefoni multimediali di nuova generazione assumere un ruolo crescente nella diffusione della musica digitalizzata? Maruzzi ritiene di no: “La mia opinione è che il pc resterà il nodo del sistema, la stazione preferenziale per l’archiviazione e lo smistamento della collezione personale di file musicali anche in direzione degli apparecchi portatili, si tratti di lettori digitali o di telefoni da 4 o 5 giga di memoria come quelli che usciranno da noi in autunno. Non solo: il computer, secondo me, è destinato a sostituire l’impianto hi-fi tradizionale. Già oggi è possibile farlo, se al laptop si collegano schede audio esterne e impianto sound surround: forse è una soluzione inadeguata dal punto di vista qualitativo per chi ha orecchie da purista musicale ma può risultare più che soddisfacente per la maggior parte del pubblico. Il vantaggio consiste nella flessibilità di un sistema che permette in qualunque momento di aggiungere una canzone o un album alla collezione con un semplice clic del computer. Finora gli operatori telefonici tendevano a preservare un sistema chiuso in cui erano loro e soltanto loro a fornire tutti i servizi messi al consumatore. Con l’evoluzione tecnologica della telefonia si apre però uno scenario diverso, in cui il flusso dei contenuti può avere origine dal pc o da altri fonti alternative rispetto a quelle controllate direttamente dal gestore. Microsoft sta sviluppando un software per dispositivi mobili e telefoni cellulari estremamente flessibile e facile da usare: cerchiamo di metterlo a disposizione del maggior numero possibile di produttori hardware, il contatto con i carrier di telefonia arriva di conseguenza e in seconda battuta”.
Un’altra evoluzione di cui si dibatte molto di recente è quella del file sharing legale: che ne pensa, Microsoft? “L’ha ribadito recentemente anche Bill Gates: il nostro focus consiste nello sviluppare software DRM per la gestione legale di qualunque forma di contenuto protetto da copyright, si tratti di canzoni, videoclip o quant’altro”, risponde Maruzzi. “Una volta costruita una soluzione capace di garantire alle industrie un livello di protezione minimo e necessario ad attivare ampi canali distributivi, noi ci troveremmo nella posizione migliore per sfruttare questa opportunità grazie alla nostra comunità messenger che vanta centinaia di milioni di utenti nel mondo: oggi questi ultimi possono già scambiarsi frammenti di contenuto ma non file interi. Se offriremo altro, oltre alla musica? Nella versione americana del negozio abbiamo già centinaia di clip video, vendere film e giochi è una naturale evoluzione del servizio ma intanto non dobbiamo perdere di vista la nostra priorità che è quella di far crescere il mercato della musica digitale. Purtroppo in Italia siamo penalizzati dalla scarsa abitudine all’uso delle carte di credito su Internet e da un tasso di pirateria altissimo rispetto ad altri paesi”. Ma quale sarà, alla fine, il modello di business vincente? Quello del consumo alla carta stile iTunes o quello del “noleggio” alla Napster e Rhapsody? “Al momento il mercato vede un forte predominio di iTunes e di iPod abbinati. Ma in effetti la ‘subscription’ potrebbe essere una valida alternativa: è conveniente per il consumatore perché abbassa il prezzo medio della fruizione, e lo può essere anche per il gestore del negozio perché facilita il rapporto di fedeltà con la clientela in un mercato che offre molti servizi succedanei. Per il momento in Europa non abbiamo nulla del genere, ma negli Stati Uniti ci stiamo lavorando”.
A Maruzzi chiediamo, infine, una previsione: cosa diventerà questo mercato, in Italia, nel 2010? “Un aspetto importante su cui lavorare riguarda il miglioramento qualitativo dell’offerta: oggi i negozi vendono musica a 128 bit, immagino che tra cinque anni la diffusione della banda larga consentirà un salto di qualità e che il catalogo (450 mila brani, quello attuale di Msn Music in Italia) sarà molto più ampio e variegato, con molti più videoclip e musica dal vivo. Per fare un’analogia col mondo automobilistico, diciamo che sarebbe bello passare da una fabbrica di prototipi a una fabbrica di auto di serie, allestendo una catena di montaggio capace di sfornare volumi consistenti di vendite con regolarità. Dobbiamo ancora uscire da uno scenario di stampo casereccio-amatoriale e trasformare questo business in una vera industria. Mi auguro che da qui al 2010 almeno il 15 % della musica acquistata dal pubblico in Italia possa passare attraverso i canali di distribuzione digitale”.