Il canto di speranza dei Tauro Boys: 'Contro questa crisi che sembra non finire'

Il trio romano pubblica il nuovo singolo "Schiava di Roma" e racconta la sua ascesa al successo: l'intervista.

In principio erano in cinque. Oltre a Prince, Yang Pava e Maximilian, del gruppo facevano parte anche Giorgio "Quarzo" Guarascio e Enea Kdm. Poi, negli anni, il progetto Tauro Boys si è evoluto e definito. Con l'uscita di Giorgio (che oggi incide come solista con il nome d'arte Tutti Fenomeni e a gennaio ha pubblicato il suo primo disco, prodotto nientemeno che da Niccolò Contessa) ed Enea, il gruppo ha assunto la forma di un trio: "Abbiamo iniziato come Tauro Gang, poi si sa come vanno le cose: cambiano, si cresce, e alla fine siamo rimasti in tre.

Ma con Giorgio ed Enea continuiamo a sentirci. Siamo amici da una vita", dice Prince, vero nome Arduino Lancellotti, parlando anche a nome degli altri, riassumendo in poche parole quello che è successo negli ultimi tre anni (tanti ne sono passati dall'uscita dei primi pezzi dei Tauro Boys).

Dal 2017 ad oggi i Tauro Boys non si sono praticamente mai fermati, tra singoli e mixtape.

L'anno scorso hanno pubblicato "Alpha Centauri", il loro primo disco ufficiale (per Thaurus, l'etichetta fondata da Shablo, produttore già al fianco di Marracash, Gué Pequeno, Clementino, Salmo, e - per quanto riguarda la nuova generazione - Izi e Rkomi): ne faceva parte anche "Bella bro", il primo vero successo, inciso insieme a Side Baby (Arturo Bruni, ex Side della Dark Polo Gang), schizzato in cima alle classifiche delle piattaforme streaming. Ora il trio cerca la svolta. L'occasione gliela offre su un piatto d'argento il nuovo singolo "Schiava di Roma", con un sound coinvolgente - tra synth pop e euro dance - e un ritornello diretto che rimane nelle orecchie sin dai primi ascolti. L'hanno pubblicato nel bel mezzo dell'emergenza coronavirus: "Segna una rottura rispetto a quello che abbiamo fatto finora", spiega Prince, "è un pezzo con un messaggio potente: un canto di speranza contro questa crisi che sembra non finire mai". Un'altra canzone sul tema del coronavirus? Non proprio. Anche se "Schiava di Roma" sembra riflettere bene l'esperienza dell'Italia alle prese con l'emergenza sanitaria, i Tauro Boys fanno sapere che il pezzo è nato in realtà l'anno scorso: "Parla dell'insicurezza e dell'incertezza diffusa tra i ragazzi della nostra generazione. È uno sfogo, che però può accompagnare bene anche questo momento delicato", riflettono. .

È nei corridoi del liceo romano Virgilio che è idealmente nato il progetto Tauro Gang, poi diventato Tauro Boys: "Eravamo ragazzi normalissimi. Giocavamo a calcio e poi, di nascosto, facevamo rap. Non eravamo in tanti a scrivere e rappare, all'epoca", ricorda Prince dei primi pezzi scritti con Yang Pava (vero nome Giovanni Picchi) e Maximilian (Maximilian Dello Preite). Nati tutti e tre nel 1996 e cresciuti nel centro di Roma, i ragazzi si sono immersi nella nuova scena rap che all'epoca - era il 2015 - cominciava a formarsi: "Uscivamo a Trastevere. Lì la Love Gang, la crew di Carl Brave, Franco126, Ketama, Ugo Borghetti, Drone e Asp, già aveva cominciato a fare qualcosina. Abbiamo iniziato seguendo i loro passi. I primi pezzi li abbiamo registrati nella mansarda di Carl". A Monti, intanto, Tony Effe, Wayne Santana, Pyrex davano vita, insieme a Side, alla Dark Polo Gang: "La trap ci diverte, ma sin dall'inizio abbiamo preferito prenderne le distanze, almeno a livello di testi e contenuti. Quel tipo di comunicazione non ci piace".
"Marylin", "2004/2005", Dieci ragazze", "Ready for war". Tassello dopo tassello i Tauro Boys sono riusciti a costruirsi un repertorio che fa di loro la controparte positiva dei trapper, tra testi ironici, contenuti più leggeri, rifiuto dei luoghi comuni della droga, dei soldi e della strada. "Ci sentiamo a nostro modo portavoce della nostra generazione. Mettiamo in musica i pensieri che i ragazzi della nostra età non riescono a tirare fuori". La musica, nel frattempo, da semplice passione è diventata un lavoro. Due di loro, Prince e Maximilian, ora vivono a Milano, mentre Pava fa avanti e indietro: "Non siamo ancora veramente esplosi, ma va bene così. Il nostro progetto sta crescendo pian piano, con i giusti ritmi. Ora vediamo cosa succederà con 'Schiava di Roma': è un pezzo in cui crediamo molto".
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