Nick Cave su Bob Dylan e ‘Murder Most Foul’: ‘Ci insegna a trattare con rispetto le canzoni, soprattutto ora’

Il leader dei Bad Seeds trae dall'ultima canzone di Bob Dylan una lezione sull'attualità, sulla vita e sulla musica. Ne parla nei suoi preziosi The Red Hand Files.

Nick Cave su Bob Dylan e ‘Murder Most Foul’: ‘Ci insegna a trattare con rispetto le canzoni, soprattutto ora’

Cosa ne pensa Nick Cave dell’ultima canzone di Bob Dylan, “Murder Most Foul”, la prima in otto anni, che il cantautore di Duluth ha pubblicato a sorpresa il mese scorso? Ne pensa parecchio bene e lo racconta prendendo spunto dalle domande che a tal proposito gli hanno rivolto i fan attraverso il blog dell’artista, il magico The Red End Files. “Molte persone hanno scritto della nuova canzone di Bob Dylan, ‘Murder Most Foul’, e l’interesse è giustificabile. È una canzone sconcertante ma bellissima e, come molti, ne sono stato profondamente commosso”, esordisce la voce di “The Weeping Song” raccogliendo le domande dei fan e delle fan Douglas, David, Emilia ed Annie. Dopo aver evidenziato come al centro del brano ci sia “un terribile evento, l’assassinio di JFK – un vortice scuro che minaccia di trascinarsi dentro tutto”, Nick Cave sottolinea come Dylan riesca però nel brano a trovare la bellezza nascosta in fondo all’abisso: “Mette in luce il nostro potenziale come essere umani di creare cose bellissime, nonostante la nostra capacità di essere cattivi. ‘Murder Most Foul’ ci ricorda che non è tutto perduto, la stessa canzone diventa un’ancora di salvezza gettata nella nostra situazione attuale”.

Il frontman dei Bad Seeds passa poi ad analizzare il brano, che paragona a una ninna nanna, a una preghiera. La speranza, scrive Cave, è che questa non sia l’ultima canzone di Bob Dylan. Ma…

…forse c’è della saggezza nel trattare tutte le canzoni, o quello che è importante, tutte le esperienze, con una certa cura e reverenza, come se stessimo di fronte a queste cose per l’ultima volta. Lo dico non solo alla luce del nuovo Coronavirus, anche se questo è un buon modo per vivere e per apprezzare il qui e ora, assaporandolo come se fosse l’ultima volta.

Nell’ultimo post pubblicato da Cave prima di questo l’artista aveva invece spiegato come mai in tempi di Coronavirus non avesse ancora fatto alcuna diretta streaming e come mai avrebbe continuato a non farne. Se ve lo foste perso, potete recuperarlo qui. E chiaramente su The Red Hand Files.

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