Il dilemma degli artisti: pubblicare album o rimandarli?

C'è chi sposta o rimane in attesa, e c'è pubblica a sorpresa o addirittura anticipa l'uscita di nuova musica. Gli effetti del CoronaVirus sulle uscite discografiche
Il dilemma degli artisti: pubblicare album o rimandarli?

Non solo concerti: il coronavirus sta avendo un impatto enorme su tutta la filiera della musica, compresa la musica registrata. Che sta reagendo in maniera diversificata, però: molti artisti scelgono (inevitabilmente) di rimandare album già annunciati per aspettare un momento migliore. Altri, una piccola ma significativa minoranza soprattutto internazionale, confermano o addirittura anticipano l’uscita dei loro lavori, convinti di poter aiutare i propri fan con nuova musica. 
I dati diffusi dalla FIMI dicono che la musica registrata segna un ottimo 2019 trainato dallo streaming, ma ci sono segnali di calo importante per il 2020, non solo per la chiusura della distribuzione fisica ma anche per lo streaming in sofferenza: la musica è affamata di novità e, secondo i dati IFPI, in Italia il 76% di chi ascolta musica lo fa in auto, e il 43% nel tragitto casa-lavoro.

La reazione allo stop ai concerti è stata quasi univoca: gli artisti si sono impegnati in performance in streaming da casa, per beneficienza - vedi l’iniziativa #iosuonodacasa. All’estero il fenomeno è iniziato un po’ in ritardo, come la diffusione del virus, con la differenza che, social media a parte, quello dei "couch tour" a pagamento è già un business, consolidato. Con qualche notevole eccezione, come la presa di posizione di Nick Cave secondo il quale il ruolo di un artista oggi non è suonare in streaming, ma riflettere. Una presa di posizione che ha suscitato molte reazioni positive (è stata condivisa da diversi artisti italiani sui loro profili social, Niccolò Fabi e Gianni Maroccolo, per citarne un paio).
Nell’ambito della pubblicazione di musica, la reazione è stata più differenziata. Possiamo riassumerla così

  • Rimandare l’uscita di album già annunciati
  • Rinviare l’annuncio di album già pronti o in fase avanzata di lavorazione
  • Confermare l’uscita di album già annunciati
  • Anticipare l’uscita di album già pronti

Il primo caso è quello più evidente e diffuso, inevitabilmente. L’idea è quella di proteggere mesi di lavoro, diffondendo la propria musica in un periodo in cui si hanno più strumenti a disposizione e un contesto maggiormente favorevole.
Partiamo dalle uscite internazionali, e citandone due su tutte, tra le principali: Lady Gaga (“Chromatica” posticipato a data da destinarsi) e Sam Smith (che ha pure scelto di cambiare il titolo “To die for”, evidentemente inadatto per questo periodo). Ma l’elenco è molto lungo, e vi si aggiungono artisti che hanno dischi pronti, magari ne hanno già parlat,o ma hanno sospeso annunci e promozione (ad esempio i Foo Fighters). Per non parlare di artisti che hanno album in lavorazione avanzata, ma hanno scelto di rimanere dietro le quinte (come Bruce Springsteen, del cui album con la E Street Band si sono perse le tracce o quasi).
Altri artisti hanno scelto di confermare l’uscita già programmata da tempo, rinunciando a specifiche attività promozionali che richiedono la presenza fisica (come i Pearl Jam, che però hanno sospeso l’anteprima nei cinema di “Gigaton”)
Più interessante il caso di chi ha scelto di anticipare l’uscita: “Future Nostalgia” di Dua Lipa è stato spostato dal 3 aprile al 27 marzo (ma in questo c’è di mezzo anche un leak: il disco circolava in rete illegalmente da qualche giorno). Poi ci sono casi più significativi: su tutti quello dei Phish, che hanno pubblicato a sorpresa “Sigma oasis” giovedì 2 aprile, senza neanche rispettare il giorno canonico di uscita settimanale, il venerdì. In America la band è un’istituzione, una macchina da guerra del circuito live da centinaia di migliaia di spettatori ogni anno, e ha scelto volutamente di pubblicare in questo periodo: molti pensavano fosse uno degli scherzi a cui la band ha abituato il proprio pubblico, ma la risposta è stata: “Se c’è un momento in cui non vogliamo prendervi in giro è proprio questo”.  I Nine Inch Nails hanno pubblicato gratuitamente "Ghots IV-V", due album di musica strumentale. Più in piccolo: gli Elbow hanno anticipato di un mese la pubblicazione del loro “Live at the Ritz”, Laura Marling ha scelto di pubblicare “Sons for our daughter” il 10 aprile: non ancora annunciato, era previsto per l’estate: “Non vedo ragione di tenere fermo qualcosa che può intrattenere o dare un po’ di senso dell’unione”, ha scritto la cantautrice inglese. 

E in Italia?
Si continuano a pubblicare singoli, e qualche EP, ma per gli album è un'altra storia Diversi i casi interessanti, anche se di fatto prima dell'inizio della crisi da qua all’estate non erano state annunciate molte uscite, anche perché parecchi album sono stati pubblicati a ridosso di Sanremo. Francesca Michielin ha confermato al 14 marzo scorso l’uscita di “Feat (Stato di natura)”, trasformando la promozione: due dei tre concerti di lancio sono stati spostati dai locali allo streaming. Altri artisti più giovani hanno pubblicato o pubblicheranno album in questo periodo: Giulia Mutti (BMG), Gianni Bismark e Francesco Bertoli (entrambi Universal), e Alessandro Martire (Carosello, che per oggi 11 aprile ha fissato una conferenza stampa in streaming: la prima, ci risulta). Ghemon e i Perturbazione hanno spostato rispettivamente “Scritto nelle stelle” e “Disamore” da marzo al 24 aprile. Michele Bravi ha spostato due volte il suo “La geografia del buio”: prima al 17 aprile, poi a data da destinarsi.  “L’unico modo per salvare la nostra musica è salvare prima noi stessi”, ha scritto il cantante: scelta comprensibile perché per lui è il disco della ripartenza dopo un periodo molto complicato e avrà bisogno di tempo e modo per raccontare la sua storia recente. C’è chi ha annunciato il disco (ma senza data), come Francesco Bianconi dei Baustelle. E c’è chi ha fermato tutto: Tommaso Paradiso ha pubblicato due singoli, il tour è fissato da tempo per l’autunno, ma il primo album solista dovrà attendere. E c’è chi ha ammesso pubblicamente di voler rifare tutto: Alberto Ferrari dei Verdena giusto qualche giorno fa ci ha raccontato: "Siamo fermi a due mesi fa. Lo studio e la sala prove sono in una zona rossa, non so quando potremo tornarci. Ora vorrei prendere il nuovo disco, che è a buon punto, e chiuderlo in un cassetto. Rifare tutto da capo: quello che stiamo vivendo merita di essere tramutato in musica (…) canzoni legate a questi giorni ci saranno, le aggiungeremo”.

Qual è la soluzione al dilemma “Pubblicare musica o non pubblicare musica”? Semplicemente non c’è una risposta univoca, e nessuna strada è necessariamente giusta: ogni artista e ogni staff pensa a quello che è meglio per la propria musica e per i fan.  Intanto c'è chi si porta avanti per il futuro. Come lo stesso Paradiso, che durante la quarantena ha trasformato il salotto della sua casa in una sala prove e ha composto a distanza insieme a Elisa e Calcutta due canzoni che dovrebbero essere verosimilmente pubblicate quando l'emergenza sarà passata. I brani sono nati in diretta su Instagram. Quella scritta con Elisa si intitola semplicemente "Andrà tutto bene". 

(GS)

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