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NEWS   |   Industria / 13/05/2005

Musica digitale, Yahoo! lancia la sfida (anche sui prezzi)

Musica digitale, Yahoo! lancia la sfida (anche sui prezzi)
Il portale Internet più trafficato del pianeta lancia la sfida ai leader mondiali della musica digitale: subito negli Stati Uniti, prossimamente (entro sei mesi, stando a voci per ora ufficiose) anche in Europa. La nuova piattaforma software di Yahoo! Music, battezzata Yahoo! Music Engine, ha debuttato in queste ore negli Usa in versione test, vanta un catalogo di oltre un milione di brani musicali e affianca un servizio “alla carta” stile iTunes con quello “a noleggio” modello Napster: nel secondo caso a prezzi decisamente più competitivi della concorrenza, in quanto l’abbonamento costa soltanto 6,99 dollari al mese (4,99 dollari al mese se ci si abbona per un anno intero), con l’ulteriore possibilità di usufruire di download scontati da 99 a 79 centesimi di dollaro. I brani scaricati (in alta qualità, prossima a quella dei Dvd: trasferimento a 192 kpbs contro i 128 kpbs dell’iTunes) possono essere utilizzati su un massimo di cinque pc, masterizzati su Cd vergini e trasferiti su una ventina di modelli di lettori portatili, compresi quelli di marca iRiver e Creative ma escluso l’iPod (incompatibile con il formato Windows Media Audio). Attraverso il servizio “Messenger” di Yahoo!, gli utenti possono scambiarsi reciprocamente le playlist e ascoltare/vedere frammenti di brani o videoclip selezionati da altri appassionati secondo un modello di condivisione simile a quello delle reti peer-to-peer. Il menù del Music Engine, gestito col supporto tecnologico di MusicNet (che cura gli aspetti legati alla codifica e distribuzione digitale dei brani, al DRM e alle licenze dei repertori) è completato da raccomandazioni dello staff personalizzate sulle abitudini di ascolto e di acquisto di ciascun utente e da una serie di canali “radio” tematici.
Parlando con la stampa, il general manager di Yahoo! Music David Goldberg si è detto convinto che, a dispetto dei prezzi ribassati, il servizio possa produrre profitto (negli Usa i clienti potenziali sono 25 milioni…). E un analista di Jupiter Research, David Card, ha commentato molto positivamente la mossa della società americana, sostenendo che grazie ad iniziative del genere nei prossimi anni i servizi in abbonamento diverranno decisamente più redditizi di quelli che, come l’iTunes di Apple, si basano esclusivamente sui download.
Intanto i prezzi dell'offerta digitale di Yahoo hanno già fatto scendere del quotazioni in borsa dei principali concorrenti: Napster (- 26.8%), RealNetworks (- 21.1%) e persino Apple (- 2.2%).