Coronavirus, musica, beneficienza: facciamo due righe di conti?

"Rinascerò, rinascerai" e "Musica che unisce": pare brutto parlare di soldi? Mah, forse a qualcuno sembra di sì.

Coronavirus, musica, beneficienza: facciamo due righe di conti?

La proposta lanciata lunedì scorso di Rockol, quella che anche YouTube contribuisca economicamente alla raccolta fondi per l'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo promossa da Facchinetti e D'Orazio con "Rinascerò, rinascerai", è stata raccolta da parecchi siti musicali (da quelli del gruppo #iosuonodacasa e anche da Spettakolo del collega Massimo Poggini), da Antonella Nesi di ADNKronos che ha diffuso ieri un lancio di agenzia aggiornando i dati, da Ernesto Assante nel suo blog su Repubblica.it, da Marta Cagnola nel GR di Radio 24 e da John Vignola nel suo Music Club su Radio Rai Uno.
Ringrazio tutti, ma mi domando: e tutti gli altri? Lasciamo pur stare "Rolling Stone" e "Billboard", che di queste minuzie non s'interessano (sarà perché sono americani di origine?); ma "Corriere della Sera", "Giornale", "Giorno", "QN", "Stampa", "Fatto Quotidiano", "Messaggero" e via elencando? E le radio? Deejay, RTL, RDS, Radio Italia, 105, 101, Kiss Kiss? Tutti silenziosi? Eppure il tema non mi pare trascurabile...

Ribadisco il concetto e aggiorno a oggi, giovedì 2 aprile, i dati.
Questa mattina 2 aprile "Rinascerò, rinascerai", la canzone di Roby Facchinetti e Stefano D'Orazio, che ha come scopo raccogliere denaro per sostenere l'ospedale di Bergamo, ha toccato gli otto milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
La piattaforma remunera gli autori dei brani con un (ridicolmente irrisorio) importo medio di 0,00069 dollari a passaggio; significa che ad oggi Facchinetti e Negrini (che devolveranno all'ospedale i loro diritti) hanno accumulato, si fa per dire, il "principesco" importo di 5.350 euro - per otto milioni e mezzo di persone che hanno guardato il video della loro canzone, lo ricordo.
Quello che ho scritto lunedì scorso qui è molto semplice: YouTube metta mano al portafogli e annunci che a sua volta devolverà all'ospedale di Bergamo un importo - quale che sia, basta che non sia misero - per ogni visualizzazione della canzone.

Vorrei che questa richiesta riuscisse ad arrivare alle orecchie di YouTube, e vorrei che YouTube rispondesse.

Cambiamo argomento e parliamo di "Musica che unisce", lo speciale trasmesso martedì 31 marzo da Rai Uno e da molte piattaforme streaming e siti (Rockol compreso). Ieri su molti giornali ho letto considerazioni entusiastiche sull'iniziativa. Condivido l'apprezzamento per lo spirito che l'ha animata, pur avendo parecchie riserve sulla sua riuscita in termini di spettacolo televisivo (e sul concetto espresso dal direttore di Rai Uno, Stefano Coletta: "Sarà il nostro Live Aid"…); ma io non faccio il critico televisivo, quindi taccio.
Però non taccio quello che mi sarei aspettato che succedesse e non è successo, durante e intorno a "Musica che unisce".
Ho sentito pochissimi dei cantanti che sono intervenuti sollecitare esplicitamente le donazioni in denaro.
Non riesco a capire come sia stato possibile non attivare un numero di telefono per donazioni via SMS.
Non mi spiego come mai non si sia pensato di aggiornare regolarmente, in stile Telethon, sull'importo di donazioni raggiunto man mano durante la trasmissione.
E infine vorrei sapere come mai, ad ora (mattina di giovedì 2 aprile) non è ancora stato comunicato l'importo complessivo delle donazioni raccolte da "Musica che unisce".
Anche qui: qualcuno vorrà rispondere?

(Franco Zanetti)

 

aggiornamento delle 10,30: da "Musica che unisce" ci informano che servono ancora 36 ore per avere il compiuto totale e che appena lo avranno faranno un comunicato.

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