Nick Cave controcorrente, niente dirette: ‘È tempo di riflettere sul nostro ruolo di artisti’

Sul suo sito, il leader dei Bad Seeds parla chiaramente: questa volta, per lui, è il momento di "farsi da parte" e di "riflettere su quale esattamente sia la nostra funzione". Tempo per il pensiero, dunque, e non per i live stream.

Nick Cave controcorrente, niente dirette: ‘È tempo di riflettere sul nostro ruolo di artisti’

Controcorrente rispetto alla maggior parte degli artisti nel mondo, che stanno mantenendo saldo il legame con i fan attraverso dirette streaming, siano esse musicali o scambi di chiacchiere, o altre iniziative di questo genere, facendo ad ogni modo sentire la loro presenza, Nick Cave, che si è visto costretto, come tanti altri, ad annullare suo tour – da piani originari la tournée a supporto di “Ghosteen” avrebbe dovuto prendere il via il prossimo 19 aprile e fare tappa anche in Italia con una data a Roma e una a Milano -, non ha annunciato alcun concerto in diretta né affini. Le domande dei fan se l’artista australiano fosse intenzionato a imbastire presto qualcosa di questo genere sono però infine arrivate e nel rispondere la voce di “The Ship Song” ne ha approfittato per condividere alcune riflessioni più ampie.

Il mezzo per comunicare con i suoi fan per Nick Cave è da tempo il suo sito Red Hand Files, dove il leader dei Bad Seeds risponde alle domande che gli vengono poste dagli utenti, ed è qui che il cantautore ha preso la parola anche questa volta, riassumendo in un unico testo le domande di tre diversi fan. La prima: "Quali sono i tuoi progetti per la pandemia di Coronavirus? Come pensi di riempire il tempo? Una performance solista al pianoforte?" La seconda: "Tu e la band avete pensato a un concerto in live streaming? Potrebbe davvero aiutare le persone a sentirsi connesse durante questo periodo". Infine, la terza: "Che cosa fa in isolamento una persona che non sia particolarmente creativa. Non ne ho idea".

“Cari Alice, Henry e Saskria, la mia risposta alle crisi è sempre stata creare. Questo istinto mi ha salvato diverse volte – quando le cose andavano male facevo un tour o scrivevo un libro o facevo un disco –, mi nascondevo nel lavoro e cercavo di stare un passo avanti a qualsiasi cosa mi stesse perseguitando”, ha esordito Cave, spiegando poi di aver discusso con la band su come muoversi in questo momento difficile, considerando ipotesi come “una performance solista da casa, un album dell’isolamento, un diario online, una sceneggiatura di un film apocalittico, una playlist della pandemia su Spotify, iniziare un club di lettura online, rispondere dal vivo alle domande di Red Hand Files, trasmettere un tutorial sulla composizione delle canzoni o un programma di cucina”. Alla fine, però, niente di tutto questo ha convinto Nick Cave che ripercorrendo con la mente tutto il lavoro fatto negli ultimi mesi e anni ha finito per arrivare a una diversa conclusione, considerando che “siamo diventati testimoni di una catastrofe” e che “quando alla fine usciremo da questo momento avremo scoperto cose sui nostri leader, i nostri sistemi sociali, i nostri amici, i nostri nemici e, più importante di tutto, su noi stessi”. “Per me non è il momento di seppellirmi negli impegni del lavoro creativo”, procede l’artista illustrando il suo punto di vista. E ancora: “Questo è il momento di farsi da parte e usare questa opportunità per riflettere su quale esattamente sia la nostra funzione – che cosa, come artisti, siamo qui a fare”.

Il testo completo di Nick Cave lo trovate, come sempre, sul suo prezioso blog.

Dall'archivio di Rockol - Nick Cave: la carriera del Re Inkiostro, dagli esordi a "Distant sky"
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