Coronavirus, SIAE replica a Emusa sulla ripartizione del compenso da copia privata

Mogol risponde alla dichiarazione di Giuseppe De Martino: 'Per le società il Governo ha previsto altri e diversi benefici per affrontare l'emergenza Coronavirus'

Coronavirus, SIAE replica a Emusa sulla ripartizione del compenso da copia privata

Il presidente della SIAE Giulio Rapetti Mogol ha replicato, con una nota fatta pervenire a Rockol nella mattina di oggi, lunedì 30 marzo, alla dichiarazione del  presidente di Emusa Giuseppe De Martino, che riguardo la proposta di escludere i produttori dalla ripartizione del compenso da copia privata per fornire un primo aiuto agli artisti colpiti dall'emergenza Coronavirus - avanzata dalla Società Italiana Autori ed Editori - aveva invitato a non fare mancare un supporto ai "piccoli e medi editori musicali".

"Ho letto con un certo stupore il comunicato, pubblicato su Rockol.it, a firma del Presidente di Emusa Giuseppe De Martino. Lungi da me, in un momento così drammatico per tutto il mondo, fare o innescare polemiche", ha spiegato Mogol: "Ritengo tuttavia opportuno, come Presidente della SIAE e quindi di tutti gli associati Autori ed Editori, chiarire la ratio della norma che io stesso - unitamente al nostro Direttore Generale Gaetano Blandini - ho proposto e sollecitato e che il Governo ha approvato. Quei danari (il 10% dell’incasso di copia privata) non vengono ‘sottratti’ agli aventi diritto (Autori ed Editori), in quanto per legge erano e sono destinati alla promozione dei giovani Autori di tutte le arti. In via straordinaria, in considerazione dell’emergenza anche economica causata dalla pandemia, il Governo ha deciso - per il 2020 - di destinarli alle persone più deboli del nostro settore: Autori, Interpreti Esecutori e agenti mandatari che raccolgono sul territorio i nostri diritti (lavoratori autonomi a provvigione). Non parliamo ovviamente di grandi Autori e/o Interpreti, ma di quanti - meno fortunati di me - vivono con una media di 1.000 euro al mese e hanno necessità di quel sostegno. Per le società il Governo ha previsto altri e diversi benefici, magari ancora blandi, ma diversi. Anche io sono consapevole che esistono ‘piccoli editori’ (che tuttavia probabilmente Emusa non rappresenta) ma, in una scala di priorità, chi vive con 1.000 euro al mese credo, senza voler fare facile demagogia, venga prima".

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