Beatles, Abbey Road: ridipinte le iconiche strisce pedonali

Mentre le strade della Capitale sono vuote si approfitta per ridipingere le più famose strisce pedonali del mondo.
Beatles, Abbey Road: ridipinte le iconiche strisce pedonali

Attenzione attenzione: le più famose strisce pedonali del mondo sono state ridipinte. L’iconico attraversamento pedonale che compare sulla copertina dell’undicesimo album dei Beatles, uscito nel settembre 1969, è stato infatti sottoposto a qualche mano di vernice proprio nei giorni in cui anche la capitale britannica si è “spenta” nel tentativo di fronteggiare la pandemia di Coronavirus. A strade vuote, dunque. Anche perché di solito le strisce pedonali davanti all’angolo tra Abbey Road – dove al numero 3 si trovano gli Abbey Road Studios - e Grove End Roads del quartiere londinese di St John’s Wood sono talmente affollate di turisti desiderosi di farsi fotografare in un luogo tanto rappresentativo, magari intenti a riprodurre le pose dei Fab Four, da ostruire il passaggio agli automobilisti. Scrive Ultimate Classic Rock che i lavori si sarebbero conclusi martedì scorso, 24 marzo.

Agli Abbey Road Studios non hanno chiaramente registrato solamente i Beatles, che con lo scatto del fotografo Iain Macmillan hanno reso indimenticabile quel luogo, ma anche molti altri artisti, tra gli altro Donovan, gli Zombies, i Pink Floyd, Rod Stewart e Ronnie Wood, i Deep Purple, Fela Kuti, gli stessi Beatles nel corso delle loro carriere soliste, Kate Bush, i Rush, i Genesis e i Radiohead, per citarne solamente alcuni.

Lo scatto che figura sulla copertina di “Abbey Road” e che vede, in fila, immortalati nell’atto di attraversare la strada, John Lennon, Ringo Starr, Paul McCartney – a piedi nudi - e George Harrison risale alla mattina dell’8 agosto 1969, quando la band di Liverpool ha trascorso una decina di minuti su quelle strisce mentre Macmillan li fotografava con l’aiuto di un poliziotto intento a fermare il traffico.

Il disco è il penultimo dei Beatles, che dopo “Abbey Road” hanno pubblicato solo, nel 1970, “Let It Be”, uscito circa un mese dopo la fine della band britannica.

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