Album da (ri)ascoltare, nel frattempo: "Logico" di Cesare Cremonini

"Logico" fu per l'ex Lunapop l'album della svolta: una conferma di classe, originalità, nuove idee e maturità, tre anni prima che alzasse ancor di più l'asticella con "Poetica".

Album da (ri)ascoltare, nel frattempo: "Logico" di Cesare Cremonini

Dodici anni dopo la fine dei Lunapop, Cesare Cremonini consegnò al mercato quello che sin da subito apparve come il disco della sua svolta, dopo quattro album tutti azzeccati come "Bagus" (il primo da solista), "Maggese", "Il primo bacio sulla Luna" e "La teoria dei colori". L'album del 2014, anticipato dal singolo "Logico #1", fu una conferma di classe, originalità, nuove idee e maturità, tre anni prima che il cantautore alzasse ancor di più l'asticella con "Poetica" e quel gioiello di cantautorato pop che sarebbe stato "Possibili scenari".

Ecco la recensione che abbiamo pubblicato al tempo della sua uscita, e un paio di canzoni per spingervi a riascoltarlo. 
 

A Cesare Cremonini piacciono la geometria e le forme ben definite. Gli piacciono per poterle smontare e rimontare: c’è una continuità tra “La teoria dei colori” e “Logico” e non è solo nel richiamo quasi scientifico di entrambi i titoli, nelle copertine geometriche. E’ nella voglia di prendere la forma-canzone e di smontarla e rimontarla.


“Logico” è il sesto disco di Cremonini; arriva a due anni precisi da “La teoria dei colori”, il suo album più fortunato da solista, quello che l’ha portato ad altri livelli anche dal vivo (arrivando ai palazzetti, territorio per lui mai conquistato prima). Squadra che vince (non) si cambia? Le persone con cui ha lavorato sono le stesse (a partire dal produttore Walter Mameli), ma alla presentazione dell’album si è detto e scritto che “Logico” è una svolta, una nuova partenza per Cremonini e la sua musica. E' così, ma solo in parte. Perché nell’album Cremonini ha smontato alcuni elementi della sua musica, per poi rimetterli assieme in maniera riconoscibile e diversa.

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Piano, chitarra acustica. E poi un synth, che dà un tono decisamente diverso: è la partenza di “Logico #1”, la canzone centrale dell’album. Qualcuno ha tirato in ballo i Coldplay, a me ricorda un po’ “Africa” dei Toto. In entrambi i casi è un gran complimento - come mi ha detto un collega nelle ripetute sessioni di ascolto passivo dell’album che gli ho imposto in redazione: “Non suona come un album italiano”. Vero, anche se poi le melodie sono puro distillato di Cremonini. Proprio gli ascolti ascolti dichiaramente passivi di Cesare (l’elettronica, il pop estero) hanno dato nuovi spunti per coloriture che tornano qua è la nelle canzoni, dandole una veste nuova, uscendo dai riferimenti classici - i suoi ascolti attivi, il cantautorato, il pop-rock inglese.

E poi ci sono le storie: Cesare dice che questo è un album che riflette la sua età (34 anni). Più domande, meno definizioni, un incontro-scontro tra la ragione e le emozioni (“La logica non è sincera”, dice la canzone). Ma soprattutto Cremonini, più che in passsato, fa il narratore: osserva e racconta storie che non sono necessariamente le sue ma quelle di chi lo circonda: un amore di una notte (“Grey goose”), due amanti clandestini (“Io e Anna”), il fare cinema (“John Wayne”), genitori che si separano (“Se c'era una volta l'amore ho dovuto ammazzarlo)”. Si prende la libertà di giocare con le parole (con citazioni di ogni tipo: In "Vent'anni per sempre" mette in fila Sasha Grey, gli One Direction, gli Stones, Angry Birds), e con i suoni mettendo assieme arpeggi pop (“John Wayne” richiama gli Smiths di “Panic” ), archi, cori (“Fare e disfare”), l’immancabile piano e coloriture che non ti aspetti. Ma senza mai perdere di vista la forma-canzone, in cui Cesare è uno dei più bravi in Italia.

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Il punto è proprio questo: in 15 anni di carriera, Cremonini si è ritagliato uno spazio unico nel nostro panorama musicale, svariando tra generi, forme, colori, ma rimanendo sempre se stesso. “Logico” è una conferma di classe, originalità, nuove idee e maturità.

(Gianni Sibilla)

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