Quando i Beatles cantavano parolacce perché il pubblico non riusciva a sentirli

Un nuovo libro dedicato allo scomparso bassista degli Who John Entwistle rivela un retroscena divertente e scabroso: sommersi in concerto dalle urla delle fan, i Fab Four inserirono nei propri testi delle oscenità
Quando i Beatles cantavano parolacce perché il pubblico non riusciva a sentirli

Delle difficoltà sperimentate dai Beatles nel passaggio tra i concerti nei club e i grandi eventi di massa ne avevamo già scritto qui: l'isteria dimostrata dal pubblico in occasione della apparizioni dal vivo dei Fab Four e gli impianti audio per le esibizioni live disponibili nella prima metà degli anni Sessanta - non concepiti per platee vaste e rumorose - portavano spesso le esecuzioni prodotte da chi si trovava su un palco a venire sovrastate dalle urla dei fan. Fenomeno, questo, che frustrò profondamente i quattro di Liverpool, che - dopo il tour negli stadi americani del 1966 - decisero di dare il proprio addio alle scene live definendo i concerti - i loro, concerti - "solo dei maledetti riti tribali".

Tuttavia la band di Paul McCartney e John Lennon si trovò a far fronte al fenomeno ben prima dell'apice della beatlesmania: secondo un nuovo libro - intitolato "The Ox: The Last of the Great Rock Stars" - dedicato allo scomparso bassista degli Who John Entwistle già due anni prima, nel 1964, ai Beatles capitò di esibirsi davanti a un pubblico talmente rumoroso da sovrastare la musica trasmessa dagli speaker. Secondo l'anticipazione del volume pubblicata dall'edizione online del Sun, Entwistle - insieme alla band di "My Generation" - divise il palco con i Fab Four nel 1964 a Blackpool, nel Lancashire. Il sodale di Pete Townshend seguì il set dei Beatles dal retro palco, ascoltando l'esecuzione dai monitor posizionati sulla ribalta a beneficio dei performer. Di fronte a un pubblico definito dallo stesso Entwistle "assordante", il bassista raccontò:

"Fu evidente: i Beatles capirono che, non potendo in alcun modo fermare le urla del pubblico, che ovviamente non riusciva a sentire nulla di quello che suonavano e cantavano, avrebbero potuto divertirsi un po'. Nel giro di pochi minuti finimmo a piangere dal ridere, sentendo quello che solo noi e loro potevamo sentire. Cose tipo 'It’s been a hard day’s cock' ['E' stato il cazzo di una dura giornata', al posto di 'It's been a hard day's night', da 'A Hard Day's Night' del '64] e 'I wanna hold your cunt' ['Voglio tenerti la figa', invece di 'I wanna hold your hand', da 'I Want to Hold Your Hand' del '63]"

Esibizione alla quale fa riferimento Entwistle è quella tenuta dai Fab Four il 16 agosto del 1964 alla Opera House, a Blackpool: per l'occasione insieme ai Beatles si esibirono i Kinks e gli High Numbers, sigla che gli Who adottarono per un breve periodo nel 1964, quando pubblicarono - con questo nome - il loro primo singolo, "Zoot Suit/I'm the Face", al quale seguì qualche mese dopo "I Can't Explain", pubblicato però come Who.

Eventuali conferme o smentite potranno essere chieste direttamente a Paul McCartney nel caso l'ex Beatle decida di incontrare la stampa italiana nel corso del suo prossimo passaggio nel nostro Paese, che lo vedrà esibirsi in piazza del Plebiscito a Napoli il 10 giugno e al Lucca Summer Festival il 13 giugno.

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