Netflix riduce la banda in Europa. E I DSP musicali…?

L’ottimizzazione dei carichi che gravano sulle dorsali continentali è cruciale in una fase in cui internet sopperisce a (quasi) tutto
Netflix riduce la banda in Europa. E I DSP musicali…?

In risposta a una richiesta ricevuta da Thierry Breton, commissario dell’Unione Europea per il mercato interno, Netflix ha cominciato ad apportare significativi cambiamenti di natura tecnica all’erogazione del proprio servizio nel Vecchio Continente. Gli interventi vanno nella direzione di ridurre il carico che grava sui network internet in una fase in cui ormai larghissime fasce della popolazione usano lo streaming in massa da casa. Breton si era rivolto così alla comunità tecno-economica: "Piattaforme di streaming, operatori telefonici e utenti, abbiamo tutti una responsabilità congiunta di muovere passi che ci assicurino un funzionamento senza intoppi di internet durante la battaglia contro la propagazione del virus". Immediata la risposta: "Netflix ha deciso di cominciare a ridurre i bit rate di tutti i propri stream in Europa per 30 giorni. Stimiamo che ciò possa ridurre il traffico di Netflix sui network europei di circa il 25%, mantenendo una buona qualità del servizio per i nostri utenti".

Ci si chiede se anche i DSP musicali saranno chiamati a muoversi in maniera analoga: potrebbe essere una misura aggiuntiva e cautelativa, per quanto vada tenuto presente che l’audio streaming pesa molto meno rispetto a quello di un video ad alta risoluzione, come è il caso di Netflix o di Prime; e, come è noto, è molto limitata la diffusione di audio in hi-res (se misure fossero adottate, tra i primi a soffrire potrebbe essere Tidal).

Contiguo a questo tema è invece il dibattito su quale ruolo lo streaming musicale potrà avere nella battaglia in essere che riguarda tutti noi. La grande semplificazione imperante già suggerisce che si debba rivelare la panacea di tutti i guai che stanno affliggendo la filiera dell’industria musicale, sia compensando con un crescente consumo il calo di domanda per prodotti fisici e live, sia facendo uno sforzo per aumentare le royalties agli artisti. Terreno scivoloso e denso di demagogia in agguato, quest’ultimo. Ma lo streaming musicale sta crescendo, tenendo o calando ai tempi del covid19? E’ un tema sul quale torneremo presto.

Music Biz Cafe, parla Gaetano Blandini (SIAE)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.