Album da (ri)ascoltare, nel frattempo: "Orchidee" di Ghemon

Nel 2014 esce il terzo lavoro discografico del rapper di Avellino, un disco che segna un cambio di rotta per Ghemon.
Album da (ri)ascoltare, nel frattempo: "Orchidee" di Ghemon

Due anni dopo l’uscita del disco “Qualcosa è cambiato - Qualcosa cambierà Vol. 2”, nel 2014 il rapper di Avellino ha pubblicato “Orchidee”, un lavoro discografico che ha segnato un cambiamento di rotta per Ghemon.

La terza prova sulla lunga distanza di Gianluca Picariello (questo il nome all’anagrafe di Ghemon) - oltre a confermare l’abilità come autore del rapper - è frutto di un lavoro in cui grande importanza è stata data alla musica più che alle parole. “Orchidee” - che in fase di lavorazione ha coinvolto diversi nomi del panorama musicale alternativo italiano come Tommaso Colliva, Rodrigo D'Erasmo degli Afterhours e Patrick Benifei - è un disco interamente suonato in cui le canzoni sono caratterizzate da un cantato tradizionale, oltre che rap.

Questo album ha testimoniato l’evoluzione artistica di Ghemon che, nel corso della sua carriera, più volte si è interrogato sulla propria identità musicale, cercando di stravolgere il proprio stile. Dopo “Orchidee”, attraverso il quale il rapper ha cercato di dare forma alla propria dimensione, nel 2017 Ghemon ha dato alle stampe il disco “Mezzanotte” e nel 2019 ha partecipato alla sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Rose viola”. Sia il quarto disco che il singolo sanremese del rapper sono caratterizzati da sonorità già proposte in “Orchidee”, seppur frutto di una maggiore maturità artistica.

Ecco la recensione che abbiamo pubblicato al tempo della sua uscita, e un paio di canzoni per spingervi a riascoltarlo. 

Marginalmente rap. Una parental advisory che a mio avviso veste bene il nuovo disco di Ghemon. Questo per non alimentare delusione tra chi da un disco rap si attende invariabilmente suoni provenienti da un campionatore di un dj e testi a base di dissing, autocelebrazione e criminalità di strada. Se cercate questo, Ghemon non è il vostro artista e "ORCHIdee" non è sicuramente il vostro disco.
Perché questo è un album interamente suonato, e anche da nomi importanti del panorama musicale alternativo italiano: prodotto da Tommaso Colliva (fondatore dei Calibro 35 e dietro al bancone in dischi dei Muse, Ministri, Marta sui Tubi, Finardi, Mauro Pagani...), Rodrigo D'Erasmo degli Afterhours, Patrick Benifei (Casino Royale e Bluebeaters). Una produzione della propria etichetta Macro Beats, con distribuzione Artist First .
Pronti via e il sound dei Casino Royale pre scissione, quello ispirato e di successo di "Sempre più vicini" fa capolino nel primo singolo di questo lavoro, gran bel sound, testo leggero con l'unica pecca di una rima "vago-dottor Zivago" (già usata da in "Autodafè" da Frankie Hi-Nrg MC nel 1997). "Quando imparerò" conferma la ricetta della traccia precedente, belle sonorità accompagnate da un cantato misurato ma una parte in metrica non trascendentale."Da lei" ha un ritornello irresistibile, da airplay in alta rotazione radiofonica, quasi sprecato nell'incastro con la parte rappata.

Caricamento video in corso Link

Perchè l'elemento sorprendente di questo disco è proprio il rovesciamento delle convenzioni rap. Il centro di questo lavoro è la musica molto più delle parole e succede paradossalmente in un disco di un artista molto apprezzato proprio per la qualità dei suoi testi. Ghemon sul fronte del cantato, tradizionale o rap che sia, decide per il fai da te assoluto. Nessun ospite al microfono nelle 13 canzoni e ascoltandolo si capisce come sarebbe stato effettivamente difficile inserire "un estraneo" in questa trama.

"Fuoriluogo ovunque" ha una forte impronta jazz con un piano a dettare la linea melodica ed è forse il brano più autobiografico del disco"arrivi a trentanni ma poi vai in crisi, acquisti sicurezza ma il portafogli è pieno di scontrini. check in, check out, c'è più disincanto nel raccontare storie sul palco quando canto". "Il mostro" racconta la crisi di un rapporto mentre "Smetti di parlare" potrebbe essere una canzone della discografia di Mario Venuti, interamente cantato e senza barre rap. A compensare il tradimento metrico, nel brano successivo, "Tutto sbagliato" tra uno strumento e l'altro fa capolino il caro vecchio scretch protagonista principe del sound rap delle origini e ora confinato a puro contorno della scena. "Nessuno vale quanto te" è lievemente autocelebrativo e racconta dell'importanza di credere in se stessi. Comunque uno dei pezzi meno interessanti del disco."Ogni benedetto giorno" ha un ritornello debolissimo (con finale in la,la,la, lalalalalà) compensato da un testo principale ben congegnato. "Crimine", a dispetto del titolo, è una canzone d'amore ed è uno degli episodi migliori del disco perché la sequenza tra parti rappate, cantate e suonate funziona e si amalgama bene"mi ero distratto a vivere e il destino ha mandato te, un tempismo quasi infallibile". "Pomeriggi svogliati" è una instant song, nata in poche ore durante una giornata in montagna circondati solo dalla neve, durante la preparazione del disco. Ha un bel tiro, un buon rappato ma un ritornello così così. "Veleno" è un'altro dei brani senza rap e anche qui il ricordo di chi scrive va al cantante dei Denovo. Chiude il disco "L'ultima linea": spazzola jazz, piano e atmosfera da saudade brasileira.

Caricamento video in corso Link

Per chi nelle recensioni legge solo introduzione e fine riassumiamo dicendo che "ORCHIdee" è un disco che può piacere molto anche ad orecchie poco avvezze al rap o a chi è stanco delle stereotipate proposte della scena hip-hop. Una dimostrazione che si può fare crescere il rap direzionandolo verso terreni meno esplorati e lavorando sugli strumenti e sui generi musicali e non solo sugli incastri della composizione, la tecnica di rappata e gli equilibrisimi lessicali. L'impressionista Ghemon ha dato la sua personale pennellata di colore alla tela. Chi è disposto a seguirlo?

(Fabrizio Zanoni)

Dall'archivio di Rockol - Sanremo 2019, "Rose viola": la videointervista
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.