Grandi concerti aspettando che riprendano i concerti: White Stripes, live al festival di Glastonbury, 2005

Il Coronavirus ci ha costretto in casa ma non ci ha fatto passare la voglia di live: in attesa che riprendano le danze, ecco alcune delle più grandi performance di sempre
Grandi concerti aspettando che riprendano i concerti: White Stripes, live al festival di Glastonbury, 2005

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Era l'estate del 2005, e "Get Behind Me Satan" era uscito da poche settimane: Jack e Meg White erano diventati delle star con "Elephant", ma volevano spingersi ancora un po' più in là. Invece di sfoderare altri riff alla "Seven Nation Army" o "The Hardest Button to Button" i White Stripes si inventano un disco più obliquo e sperimentale, ma non per questo meno d'impatto. Non poteva esserci test migliore, per canzoni come "My Doorbell" o "The Denial Twist", del palco di quello che è il festival europeo per definizione, quello di Glastonbury.

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Un test dall'esito senza dubbio positivo, che avrebbe consacrato il duo di Detroit come l'anomalia più affascinante comparsa sul panorama musicale internazionale degli ultimi trent'anni. Una miscela di grande mestiere e ingenuità, di irruenza e dolcezza, di peccato e innocenza che è stata in grado di diventare mainstream e conquistare il mondo partendo dalla più rudimentali delle formazioni possibili: una chitarra e una batteria. Come è finita lo sappiamo: Jack ha proseguito il suo personale viaggio tra passato e futuro della tradizione musicale americana, diventando discografico e ambasciatore del vintage come stile di vita - come quando ai concerti ci si andava per vederli, non per riprenderli con il cellulare. Meg è sparita dalle scene, per motivi dei quali sono a conoscenza lei e pochissimi altri. Quanto ci mancano, però...

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