Grandi concerti aspettando che riprendano i concerti: Neil Young, Bridge School Benefit 1994

Il Coronavirus ci ha costretto in casa ma non ci ha fatto passare la voglia di live: in attesa che riprendano le danze, ecco alcune delle più grandi performance di sempre
Grandi concerti aspettando che riprendano i concerti: Neil Young, Bridge School Benefit 1994

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Il Bridge School Benefit è stato un festival benefico che Neil Young ha organizzato a partire dal 1986: tutti gli anni, in autunno, il veterano rocker canadese (oggi naturalizzato americano) richiamava allo Shoreline Amphitheatre di Mountain View, California, amici come Bruce Springsteen, Tom Petty, Bob Dylan, Elton John, R.E.M., Lou Reed e chi più ne ha più ne metta per raccogliere fondi da destinare al sostegno ai minori diversamente abili in ambito educativo. In occasione dell'edizione 1994 sul palco di quella che universalmente è considerata la capitale della Silicon Valley salirono, oltre che a Young e a Petty, anche Pearl Jam, Pete Droge, Mazzy Star, Ministry e Indigo Girls.

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Young è di scena la prima serata del festival, il primo ottobre: coi suoi Crazy Horse sciorina, in acustico (quella dell'unplugged era una prerogativa comune a tutti i partecipanti alla manifestazione), una buona selezione di suoi pezzi forti - "My Heart", "Sleeps With Angels", "My My, Hey Hey", "Change Your Mind" - riservandosi di stupire il pubblico sul finale, quando - durante l'esecuzione di "Piece Of Crap" - sotto i riflettori compare Eddie Vedder. Perché più che un festival, il Bridge School Benefit, era un gruppo di amici che suonavano per una buona causa. Fino al 2016, quando l'avventura immaginata trent'anni prima da Neil e l'allora sua moglie Pegi (scomparsa nel 2019) giunse a fine corsa.

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