Bob Geldof pensa che un evento come il Live Aid oggi non si potrebbe fare

Il cantautore irlandese inoltre accusa Internet per i cambiamenti all'interno della società
Bob Geldof pensa che un evento come il Live Aid oggi non si potrebbe fare

Il 68enne cantautore irlandese Bob Geldof, come noto, è stato il principale promotore a Natale del 1984 del disco “Do They Know It's Christmas”, inciso dai Band Aid, una formazione di stelle di prima grandezza britanniche dell'epoca, e del doppio concerto di beneficenza denominato Live Aid che si tenne il 13 luglio 1985 allo stadio di Wembley a Londra e all'RFK Stadium di Philadelphia per raccogliere fondi per la carestia in Etiopia.

Parlando alla CBC, il servizio pubblico radiotelevisivo canadese, di quell'evento dice di dubitare fortemente che una manifestazione del genere si potrebbe organizzare al giorno d'oggi accusando della cosa Internet, queste le sue parole:

“Avevamo una enorme lobby: 1,2 miliardi di persone, il 95% dei televisori sulla Terra ha assistito a quel concerto. Le cose cambiano, ma quello strumento di cambiamento non è più plausibile. Il rock and roll è stato il fulcro centrale della nostra cultura per 50 anni. La rete ha portato il mondo all'individualismo ed è facile da usare per gli autoritari (…) Una macchina dice che se ti piace questo, ti piace quello, quindi non ti muovi mai al di fuori del ghetto del te stesso, delle tue preferenze, non trovi mai un'opinione contraria o qualcosa di musicalmente strano che all'improvviso ascolti che non conoscevi e che amplia il tuo cervello e ti porta in un'altra direzione. È la libreria, è il negozio di dischi, vai per comprare una cosa e all'improvviso vedi... e lo capisci... questo non succede se ti piace questo e quello.”

E sulla società creata dal web Geldof dice ancora:

“(Internet) ha velocizzato le cose oltre la nostra comprensione, quindi il tutto collassa per l'avidità, pone milioni di persone senza lavoro, spinge migliaia di persone al suicidio, di conseguenza scoppiano le guerre, milioni di persone sono in movimento per trovare un nuovo lavoro o per sfuggire alla guerra e noi alziamo le nostre mura e le nostre barriere. Ci siamo ridotti. Il 21° secolo è riduzionista e usa il grande strumento del riduzionismo, Internet, dobbiamo sapere come usare questa cosa, che è lo strumento più potente mai inventato. Quindi fai arrabbiare di nuovo questi vecchietti e loro fanno un disco che suona così.”

Il disco a cui fa cenno Bob Geldof è l'ultima uscita della sua vecchia band, i Boomtown Rats. Infatti, a 35 anni dall'ultima incisione, la band irlandese ha pubblicato in questi giorni il nuovo album “Citizens of Boomtown” (leggi qui la nostra recensione).

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