Francesca Michielin e il suo disco di duetti: 'La musica oggi è fluida e ci spinge a sperimentare'

Nonostante l'emergenza Coronavirus, la cantautrice ha deciso di non rimandare "Feat - Stato di natura", che uscirà domani. Dentro ci sono anche Elisa e i Maneskin: "È un progetto collettivo che si basa sulla diversità", dice lei.

Francesca Michielin e il suo disco di duetti: 'La musica oggi è fluida e ci spinge a sperimentare'
Credits: Roberto Graziano Moro

Che a Francesca Michielin piacesse fare le cose con calma lo si era capito già all'inizio della sua carriera. Dopo la vittoria a "X Factor" nel 2012, la cantautrice veneta decise di prendersi tutto il tempo necessario per realizzare che la sua vita era nel bene o nel male - all'epoca aveva appena sedici anni - cambiata. Anziché lasciarsi travolgere dall'onda del successo, decise di procedere per step, tagliando traguardi via via più importanti ma senza fretta. In questi otto anni trascorsi dalla partecipazione al talent Francesca ha saputo costruirsi un profilo credibile, più da musicista che da interprete di canzoni scritte da altri. "Feat - Stato di natura", il nuovo album, in uscita domani, a distanza di due anni dal precedente "2640" (a proposito di fare le cose con calma), ne è la conferma: "Parlavo con i miei collaboratori e gli dicevo: 'Vorrei fare un pezzo crossover, un po' alla Bulls on parade dei Rage Against the Machine'. Loro mi guardavano perplessi. Oppure: 'Facciamo un pezzo folk in francese'. 'Adesso non va di moda', mi rispondevano, cercando di riportarmi con i piedi per terra. 'E chissenefrega', ridevo io. Mi sono divertita", racconta a Rockol.

"Feat - Stato di natura", come lo stesso titolo lascia intuire, è un disco di collaborazioni e duetti. Dentro ci sono band, cantautori, rapper, trapper e producer della nuova scena urban italiana. Artisti spesso lontanissimi dal mondo della Michielin, come nel caso di Gemitaiz (tra i punti di riferimento della scena hip hop romana - è al suo fianco in "Sposerò un albero"), Shiva (21enne trapper milanese) e Fred De Palma (il re del reggaeton all'italiana, che duetta con la cantautrice in "Acqua e sapone", co-firmata da Tommaso Paradiso). Ma ci sono anche alcune sue vecchie conoscenze, come Elisa (che la prese sotto la sua ala protettiva agli esordi - portava la sua firma la prima hit di Francesca, "Distratto"), Fabri Fibra (in "Monolocale") e Carl Brave (in "Star Trek"): "L'idea - spiega lei - era quella di creare un progetto collettivo che si basasse sulla diversità. Ho chiamato amici e colleghi e li ho invitati a mettersi in gioco, chiedendogli di uscire dalle loro comfort zone. La musica oggi è molto più fluida e ci spinge a sperimentare di più". Dentro anche Max Gazzé ("La vie ensemble") e Giorgio Poi ("Leoni").

Tra i produttori ci sono Tommaso Colliva (già collaboratore di Muse e Afterhours, ha messo mano a "Stato di natura", con i Maneskin, un pezzo rock'n'roll travolgente che sarà il prossimo singolo estratto dal disco), i romani Frenetik&Orang3, Dardust, Takagi&Ketra e Charlie Charles (nel primo singolo "Cheyenne"). Tante visioni diverse che convivono all'interno dello stesso disco: "Con '2640', il mio disco precedente, mi ero messa in testa di fare un disco cantautorale e chiamai a raccolta i nomi principali della scena, da Calcutta a Tommaso Paradiso. Stavolta l'intenzione era quella di fare un disco da musicista, pensato per i live: meno elettronica, più analogica, con suoni 'reali', non ricavati collegando la tastiera midi al pc".

È proprio dal vivo che Francesca ha deciso di presentare l'album, nelle scorse settimane, con alcuni concerti in diversi locali di Milano che l'hanno vista riarrangiare di volta in volta i suoi brani, facendo assaporare ai fan atmosfere diverse, suonando in anteprima i singoli "Gange", "Riserva naturale" (con i Coma Cose) e "Monolocale". La promozione è stata fermata dall'emergenza Coronavirus, che ha spinto la cantautrice e il suo promoter a cancellare gli ultimi appuntamenti: "Nonostante tutto ho deciso di non rinviare l'uscita del disco. È un atto coraggioso, me ne rendo conto. Ma il progetto ormai avevamo già iniziato a raccontarlo e interrompere tutto non aveva senso", riflette, "e poi la musica grazie allo streaming può arrivare nelle case di tutti, è impossibile fermarla". Certo, con la promozione sarà un casino, dovendo rinunciare a incontri e firmacopie: "Possiamo inventarci iniziative via social, però. E dare sfogo alla nostra creatività. Io, ad esempio, in questi giorni o realizzato anche un videoclip tutto girato in casa, un esperimento: mi sono filmata con il cellulare. Uscirà nei prossimi giorni. Per il resto, passo il tempo ascoltando dischi o leggendo. Faccio anche lezioni di pianoforte per il conservatorio, via Skype, cercando un'idea di normalità. Ne usciremo migliori, credo. Questo momento storico ci aiuterà a riflettere, a capire che quando succedono queste cose siamo tutti sulla stessa barca".

Dall'archivio di Rockol - Francesca Michielin racconta "2640"
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