La volta che Keith Richards incontrò il suo idolo Muddy Waters

Il set sono i Chess Studios di Chicago. Nei leggendari studi della Windy City il chitarrista dei Rolling Stones si è infatti imbattuto in Muddy Waters: "Ho dimenticato una marea di indirizzi, ma quello mai".
La volta che Keith Richards incontrò il suo idolo Muddy Waters

Muddy Waters è stato un artista seminale per i Rolling Stones, che portano i segni dell’influenza che il bluesman statunitense ha avuto sulla musica della band già nel loro nome: “Rollin’ Stone” è infatti un brano, datato 1950, di Muddy Waters. Nel documentario del 2015 “Keith Richards: Under the Influence” diretto da Morgan Neville, testimonianza delle sessioni di registrazione del primo album solista in due decenni, “Crosseyed Heart”, del chitarrista degli Stones, Keith Richards si sofferma a raccontare il suo primo incontro con la voce di “I Just Want to Make Love to You”. “Quando sentii 'The Best of Muddy Waters' mi sembrò la musica più potente che avessi mai sentito. La più espressiva. E avevo ascoltato Mozart e Beethoven. Questa è al livello della migliore musica al mondo”, racconta Richards spiegando quanto il disco fu per lui illuminante: “Di Muddy avevo sentito solo qualche brano all’epoca. Questo per me fu una rivelazione”.

L’addetto alle sei corde dei Rolling Stones passa poi a ricordare il primo incontro che ebbe con McKinley Morganfield – questo il nome all’anagrafe di Muddy Waters -, avvenuto ai Chess Studios di Chicago, i leggendari studi dove nel 1964 la band di “Angie” ha registrato "It's All Over Now" di Bobby e Shirley Womack. Dopo un inciso sullo spazio - “Era una sala magica, a livello di suono. Ho dimenticato una marea di indirizzi, ma quello mai” - Keith Richards racconta: 

Arrivammo agli studi della Chess, qualcuno ci guidò lungo il corridoio e c’era un tizio nero su una scala che imbiancava il soffitto. Passando, il fonico della Chess disse: “A proposito, questo è il signor Muddy Waters”. Fu il nostro primo incontro. Strinsi la mano a Muddy Waters e colava vernice dappertutto. E lui disse solo: “Grazie per quello che state facendo”. Mi è servito del tempo per digerire quell’immagine. A livello personale, ero scioccato di aver incontrato colui che ascoltavo e cercavo di comprendere. Dicono tante cose sui bianchi e i neri, ma quello che dico sempre di Muddy è che era un gentiluomo, in qualsiasi posizione si trovasse.

I Rolling Stones hanno dato un fondamentale contributo alla diffusione del grande blues americano non solo fuori dai confini statunitensi ma anche negli stessi States. Artisti come Muddy Waters ma anche Howlin’ Wolf, Bo Diddley, Buddy Guy e Robert Johnson hanno raggiunto un successo, per alcuni postumo, presso fasce di pubblico insperate proprio attraverso quel gruppo di capelloni follemente innamorati del blues a stelle e strisce.

“Crosseyed Heart” - qui la nostra recensione - ha segnato il ritorno di scena solista di Keith Richards 23 anni dopo la sua ultima fatica di studio in solitaria, “Main Offender”. Tutti i brani dell’album, registrato come anche il precedente insieme alla sua band, gli X-Pensive Winos, sono stati scritti da Keith Richards insieme a Steve Jordan. 

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