Grandi concerti aspettando che riprendano i concerti: Roger Waters, 'In the Flesh – Live'

Il Coronavirus ci ha costretto in casa ma non ci ha fatto passare la voglia di live: in attesa che riprendano le danze, ecco alcune delle più grandi performance di sempre
Grandi concerti aspettando che riprendano i concerti: Roger Waters, 'In the Flesh – Live'

"Quando la gente viene ai miei concerti vuole le canzoni vecchie", cioè quelle dei Pink Floyd. Roger Waters ce l'ha detto cinque anni fa, quando Rockol l'ha incontrato durante la promozione di "The Wall Live", ma il concerto - il già ideologo della band di "The Dark Side of the Moon" - ce l'aveva presente già da parecchio tempo. Si prenda, per esempio, "In the Flesh – Live", film concerto registrato dal vivo il 27 giugno del 2000 alla Garden Arena di Portland, Oregon, negli Stati Uniti.

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Waters, all'epoca, stava promuovendo "Amused to Death", il suo terzo album solista. Il tour partì negli USA nel '99, ma dato il grande successo la serie di eventi fu replicata anche nel 2000 e nel 2002, quando fece sosta per la sua unica data italiana il 12 giugno allo stadio Flaminio di Roma: le scalette delle serate della seconda branca del tour raccontano di un incipit affidato a un quartetto tutto preso da "The Wall" - "In The Flesh", "The Happiest Days of Our Lives", "Another Brick in the Wall, Pt 2" e "Mother", seguite di non pochi episodi estratti dal altri classici come "Animals", "Wish You Were Here" e "The Dark Side of the Moon", con qualche accenno alla pubblicazione recente e al repertorio solista - cinque in tutto - relegati nella seconda parte dello show. A prova che un repertorio importante è più ingombrante della personalità di chi lo esegue...

C'è qualcuno là fuori?

Roma, stadio Flaminio 12 giugno 2002; Roma, Parco degli Acquedotti 14 marzo 2020. Quest’oggi, a causa dell’emergenza COVID-19, ho passato la mia domenica mattina diligentemente chiuso in casa ascoltando il doppio album live di Roger Waters “In the Flesh”; a un certo punto ho guardato fuori dalla finestra e ho visto il parco quasi completamente deserto e mi è venuta in mente una scena che non c’è neanche bisogno che descriva ai miei amici Floydiani (NDR “Is There Anybody Out There” suonata da dietro al muro completamente eretto). Sono passati quasi 18 anni da quando ho assistito a questo concerto; ricordo il cambio di location, dall’Olimpico al Flaminio e l’inizio anticipato alle ore 20:00, quando praticamente eravamo ancora in pieno giorno. Ho ancora ben in mente il mio posto a sedere in tribuna e le proiezioni sul palco andate inevitabilmente perse a causa dell’”impianto luci”, ben più potente di quello di Roger, a disposizione di madre natura. Solo durante l’intermezzo di “Dogs” il calare del sole ha reso giustizia a uno spettacolo altrimenti mortificato dalla restrizioni sui decibel sparati fuori orario. Allora Waters giocava a carte mentre Carin si esibiva al sintetizzatore, adesso brinda col resto della band e poi conclude tutto con il cartello “Fuck the Pigs”. Del resto, al tempo, per sua stessa dichiarazione Roger aveva reso noto di aver assemblato il tour per il semplice piacere di suonare delle canzoni nell’ordine che meglio credeva e senza troppe costrizioni, a differenza degli ultimi due tour (“The Wall” e “This is The life”) dove nulla è stato lasciato al caso e dove la scaletta è stata scrupolosamente rispettata sempre con la stessa tracklist (ehi, ma lo fa anche Dave… al massimo scambia “Astronomy Domine” con “One Of These Days”). L’allestimento scenico, in confronto a quel che ho visto nel passato recente, poteva essere paragonato a una sagra di paese ma, ovviamente, insieme all’ego anche la teatralizzazione della sua musica è cresciuta con andamento esponenziale anno dopo anno. Però sta tutto lì, il meglio dei Floyd è racchiuso in questo doppio album dal vivo dove, finalmente, trovano spazio anche canzoni estratte da “The Final Cut”. Questo è uno degli ultimi eventi live prima del “print at home”, ho ancora i due biglietti in carta telata ben incorniciati e attaccati al muro. Ma, del resto, il tempo passa e tutti cambiamo: io per primo. I biglietti diventano un pdf sul telefonino, gli allestimenti crescono ipertroficamente mentre la musica resta sempre la stessa perché è immortale per definizione e per diritto acquisito dall’autorevolezza del cantautore e dalle vendite. Adesso la natura ci sta oscurando così come la luce impedì a Roma di godere appieno della performance, i concerti sono al momento sospesi (temo che non riuscirò a rivedere Mason a Dublino alla fine di aprile) e non ci resta che ricordare, per poco, le grandi esibizioni del passato.

Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte, insieme supereremo anche questa emergenza e ci ritroveremo di nuovo commossi a vedere i nostri amatissimi dal vivo! Non molliamo.

Together we stand, divided we fall

Fabio Floyd Flecchia

Dallo scorso 9 marzo Rockol ha scelto di proporre ai propri lettori le registrazioni audio / video di alcuni dei più memorabili concerti mai portati sui palchi dai grandi nomi del rock internazionale, in attesa - speriamo il prima possibile - che non siano più necessarie le misure adottate dal governo italiano per far fronte allo stato di emergenza sanitaria causato dal diffondersi del Coronavirus. Mentre guardi gratuitamente questo concerto, puoi contribuire ad aiutare chi sta combattendo contro l'epidemia di Coronavirus. Manda un SMS o chiama da numero fisso il numero solidale della Nazionale Italiana Cantanti: 45527, aggiungendo l'hashtag #iosuonodacasa
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