Coronavirus, raffica di forfait al South By Southwest. E non solo

Il South By Southwest vorrebbe, nonostante l'emergenza Coronavirus, andare avanti. Ma ora sono gli artisti e le grandi aziende a tirarsi indietro.
Coronavirus, raffica di forfait al South By Southwest. E non solo

Sono tempi duri per la musica dal vivo. Se i segnali allarmanti del settore - che vede crollare sotto i colpi delle misure, non solo italiane, per arginare la diffusione del Coronavirus gli eventi che ne costituiscono l’impalcatura - non fossero bastati a dare un’idea di quello che sta succedendo a livello internazionale è uno degli appuntamenti più attesi negli Stati Uniti, il South by Southwest, l’annuale kermesse di conferenze, mostre ed eventi di tipo musicale e cinematografico che anima Austin, in Texas, a fornire un esemplificativo quadro della situazione. Ebbene, il responso degli organizzatori dell’evento per quanti si chiedevano se l’SXSW si sarebbe svolto comunque, a dispetto del Coronavirus, era stato fermo: sì, l’evento sarebbe comunque andato in scena dal 13 al 22 marzo 2020. Sono però gli artisti stessi - e le grandi aziende come, tra le altre, Netflix, Facebook, Twitter, Amazon e TikTok -, però, a fare marcia indietro ora. Danno così forfait Ozzy Osbourne, i Nine Inch Nails e i Beatie Boys, che avrebbero dovuto prendere parte alla parentesi cinematografica del festival con le produzioni che li hanno visti coinvolti: il documentario “Biography: The Nine Lives of Ozzy Osbourne” per l’ex Black Sabbath, il documentario “Beastie Boys Story” di Spike Jonze per i Beatie Boys e la serie “Watchmen” della HBO per Trent Reznor e Atticus Ross. 

I posticipi e gli annullamenti tengono però banco anche al di fuori del South by Southwest. I Queen + Adam Lambert, ad esempio, hanno spostato a data da destinarsi il loro concerto originariamente previsto per il 26 maggio all’AccorHotels Arena di Parigi. “Sfortunatamente il nostro spettacolo a Parigi dovrà essere posticipato a seguito del decreto governativo che in Francia cancella tutti gli eventi al chiuso con più di 5mila persone fino al 31 maggio per contenere la diffusione del Coronavirus”, si legge sul sito della band, che promette di essere al lavoro per riprogrammare il live. Continuano poi, a diverse centinaia di chilometri, gli annullamenti delle branche asiatiche dei tour degli artisti. Uno degli ultimi a fermare la tranche in Asia della sua tournée è stato Youngblud: il cantante e attore britannico avrebbe dovuto esibirsi in Corea del Sud, Giappone, Hong Kong, Filippine e Singapore.

Protagonista indiscusso di queste settimane, per i suo effetti collaterali, del mondo dello spettacolo, il Coronavirus ha finito per diventare protagonista anche di un brano al quale il cantante degli MGMT Andrew VanWynGarden sembra essere al lavoro, brano del quale la voce di “Time to Pretend” ha diffuso anche un primo teaser:

 

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