Reunion dei Genesis, Phil Collins: ‘Farò del mio meglio per suonare alcune parti’

I Genesis raccontano alcuni dettagli della reunion, annunciata questa mattina, che li vedrà tornare sul palco. Tra questi, qualche idea su come far fronte alle difficoltà fisiche di Phil Collins.
Reunion dei Genesis, Phil Collins: ‘Farò del mio meglio per suonare alcune parti’

Dopo l’annuncio, arrivano i dettagli. È di oggi la notizia che i tre Genesis Phil Collins, Mike Rutherford e Tony Banks torneranno insieme sul palco, a tredici anni di distanza dall’ultima volta, per una manciata di date nel Regno Unito e in Irlanda, che non è escluso che abbiano un seguito anche in altri paesi. Il terzetto ne ha parlato questa mattina ai microfoni del programma The Zoe Ball breakfast show della BBC ed è sempre all’emittente britannica che i Genesis hanno fornito anche qualche dettaglio sul progetto di reunion, provando a rispondere soprattutto a quanti si stessero chiedendo se le condizioni fisiche di Phil Collins, che soffre di problemi di mobilità di tipo nervoso agli arti, siano tali da permettere un impegno di questo genere per il batterista e cantante inglese. “Farò del mio meglio per suonare alcune parti del tour”, ha spiegato Philip David Charles Collins, classe 1951, proseguendo: “Devo iniziare a pensarci davvero seriamente, ma ho già calcolato quello che farò e quali canzoni suonare”. 

Stando a quanto raccontato da Banks ai microfoni di BBC Radio 2 anche il figlio, anch’egli batterista, di Phil Collins, Nic, avrebbe partecipato alle prove, in quanto parte della “famiglia”. Il giovane Collins junior, diciottenne, ha supportato il padre anche nel corso del suo tour solista - qui la nostra recensione del live al Forum di Assago. Ha spiegato Tony Banks: “Il più ovvio musicista di supporto è Daryl Steurmer, che ha suonato con noi per tanti, tanti anni”. E ancora: “Di base, dobbiamo averlo con noi perché è l’unico che conosce tutte le canzoni. Quindi quando io e Mike in qualche modo perdiamo leggermente il conto lui può ricordarci cosa sta succedendo. In realtà ciò che è interessante è che Nic faceva più o meno lo stesso. Era in un certo senso davanti a noi. Normalmente quando torniamo a provare dopo un lungo periodo di pausa ci serve un attimo di tempo per rimettere i pezzi insieme. Ma con Daryl là e Nic che fa grossomodo lo stesso io ero dietro a tutti gli altri, cosa che è un po’ imbarazzante”. Aggiunge poi il pianista dei Genesis: “Amo Chester Thompson” [batterista dei Genesis dal 1977 al 1993 e dal 2006 al 2007] e abbiamo trascorso grandi momenti con Chester. Meraviglioso batterista. Ma la faccenda con Nic è che lui può suonare come Phil. Quindi quando fai alcune di quelle vecchie canzoni, è interessante, tornano indietro a com’erano quando le abbiamo incise per gli album, cosa che era stata parecchio divertente per noi”.

L’idea che Nicholas Collins sia la persona in grado di riprodurre nel modo più accurato possibile il suono della batteria di colui che gli ha dato i natali è condivisa anche, e soprattutto, dallo stesso Phil Collins, che nella stessa intervista dichiara: “Penso che entrambi [Rutherford e Banks] siano stati rapiti dal modo in cui Nic ha capito di cosa c’era bisogno. E suona un po’ come me quando vuole – non lo fa quando non vuole. Ma io sono solo una delle sue influenze, ovviamente, essendo suo padre. Ma suona come me, e ha un po’ la mia stessa attitudine. Quindi questo era un buon inizio”.

“Siamo ancora tutti buoni amici”, ha commentato invece il bassista Mike Rutherford a proposito della reunion, spiegando come il tour dei tre Genesis costituisca ai suoi occhi il naturale proseguimento del recente ritorno di scena di Phil Collins in solitaria: “Ci è sembrato un momento naturale in cui avere una conversazione in merito”.

Quanto poi alla scaletta che la band britannica proporrà sul palco lo scenario è ancora quello da work in progress. Ma qualcosa Collins ha detto: “Ci sono canzoni che devi suonare per forza perché il pubblico si sentirebbe ingannato se non lo facessimo. E poi c’è il discorso del rimettere insieme il resto, incluse canzoni che non suoniamo da molto tempo. E ovviamente stiamo ancora capendo come metterle in ordine ma le cose stanno gradualmente prendendo forma”.

Dall'archivio di Rockol - Un grande classico della musica prog: “Selling England by the Pound” dei Genesis
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