Dirty Honey: rock a spasso nel tempo, nel segno dei Guns N’ Roses

La giovane band californiana, che si sta facendo conoscere in tutto il mondo grazie al brano “When I’m Gone”, un inno ai suoni degli anni ’70, si esibirà a Milano il prossimo 20 giugno.

Capelli lunghi, giacche di pelle e chitarroni. I Dirty Honey sono una rock band americana di Los Angeles, nata appena tre anni fa, nel 2017, ed è composta dal cantante Marc Labelle, dal chitarrista John Notto, dal bassista Justin Smolian e dal batterista Corey Coverstone. Il loro sound è un vero viaggio nel tempo: “When I’m Gone”, il singolo che li sta facendo conoscere in tutto il mondo, ha profonde radici negli anni ’70, ma fluttua anche nel decennio successivo: The Who, Rolling Stones, Led Zeppelin e Guns N’ Roses sono i punti di riferimento del gruppo, abile nel rievocare questi giganti senza però scimmiottarli. Proprio la band capitanata da Axl Rose appare quella, soprattutto sul fronte interpretativo e canoro, ad aver fatto scuola fra i giovani californiani. Non è un caso che abbiano fatto da spalla ai Guns, a Las Vegas, in occasione del “Fall Tour2019” .

“When I’m Gone” è un piccolo grande miracolo rock: ha scalato le classifiche americane senza avere alle spalle appoggi promozionali o case discografiche. I Dirty Honey hanno all’attivo un omonimo ep, uscito l’anno scorso, che contiene altri brani di successo come “Rolling 7s”. Il gruppo sarà in Italia per una sola data, in programma il 20 giugno sul palco della Santeria Toscana 31 di Milano.

Labelle e Notto, fondatori del gruppo, si sono conosciuti a Los Angeles. Dopo essere stati protagonisti di alcuni concerti in pub dove proponevano solitamente cover, decisero di iniziare anche a suonare in strada: in poco tempo, con le loro rivisitazioni rock, erano in grado di radunare centinaia di persone, come successo tre anni fa sull’arteria Sunset Boulevard. La convinzione cresceva e anche la voglia di mettersi in gioco, cercando di superare da subito il percorso busker. E così, dopo una manciata di settimane, fondarono il gruppo: Labelle lo chiamò “Dirty Honey” dopo aver ascoltato un’intervista a Robert Plant in cui la voce dei Led Zeppelin ricordava la band Honeydrippers, fondata da lui stesso agli inizi degli anni ’80. A farli emergere ci ha pensato Mark DiDia, un veterano dell'industria musicale della Columbia Records, che dopo essere diventato loro manager, ha subito offerto loro la possibilità di aprire i concerti di Slash nell'autunno del 2018.

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Il loro ep di lancio è molto vario. “When I’m Gone”, l’hit selvaggia e roboante, simbolo del loro stile, è un tuffo fra le piaghe della storia del rock, impreziosita dall’assolo di Notto. Rolling 7s”, l’altro singolone, è più di atmosfera, ma scorre forte il sangue del rock anni ’70. “Heartbreaker” è ancora diverso rispetto ai precedenti: qui il ritornello si appiccica in testa e non va più via. Seguono a ruota “Down the Road” e “Scars”, soprattutto quest’ultimo è un brano interessante per la potenza di batteria e chitarroni, sempre in equilibrio, senza mai sovrastarsi. Chiude il cerchio “Break you” in cui Labelle gioca con la voce su un martello di suoni.

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