Grammy, l'italiano Gabriele Ciampi difende la presidente licenziata: 'Ha valorizzato le donne musiciste'

Il giurato italiano dei Grammy Awards commenta la notizia del licenziamento di Deborah Dugan da parte dell'istituzione che organizza i premi: "Sin dal suo insediamento ci ha invitati a valorizzare le proposte femminili. Qualcosa non ha funzionato".
Grammy, l'italiano Gabriele Ciampi difende la presidente licenziata: 'Ha valorizzato le donne musiciste'

Nella vicenda relativa al licenziamento della ormai ex presidente Deborah Dugan da parte della Recording Academy, l'istituzione che ogni anno organizza i Grammy Awards, tra i premi più importanti nel mondo della musica, interviene anche Gabriele Ciampi, membro italiano della giuria dell'evento. Il compositore e direttore d'orchestra romano, che da anni si è trasferito a Los Angeles, raggiunto telefonicamente da Rockol dice: "Ho qui di fronte a me la mail del consiglio della Recording Academy che informa noi giurati del licenziamento della Dugan. Dicono che è stata inadempiente, ma mi sembra una storia poco chiara. Quello che posso dire è che al momento della sua nomina, nel 2019, aveva dato a noi giurati alcune indicazioni e ci aveva invitato a lavorare per valorizzare le donne musiciste, intenzionata a dare una svolta femminile ai Grammys. Immagino che in questi mesi si sia scontrata con un realtà difficile all'interno: i cambiamenti, si sa, sono sempre traumatici".

    Nella vicenda relativa al licenziamento della ormai ex presidente Deborah Dugan da parte della Recording Academy, l'istituzione che ogni anno organizza i Grammy Awards, tra i premi più importanti nel mondo della musica, interviene anche Gabriele Ciampi, membro italiano della giuria dell'evento. Il compositore e direttore d'orchestra romano, che da anni si è trasferito a Los Angeles, raggiunto telefonicamente da Rockol dice: "Ho qui di fronte a me la mail del consiglio della Recording Academy che informa noi giurati del licenziamento della Dugan. Dicono che è stata inadempiente, ma mi sembra una storia poco chiara. Quello che posso dire è che al momento della sua nomina, nel 2019, aveva dato a noi giurati alcune indicazioni e ci aveva invitato a lavorare per valorizzare le donne musiciste, intenzionata a dare una svolta femminile ai Grammys. Immagino che in questi mesi si sia scontrata con un realtà difficile all'interno: i cambiamenti, si sa, sono sempre traumatici".

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