Riforma SIAE, la FIMI chiede l'abolizione del monopolio

Chiamando in causa anche le osservazioni espresse al riguardo dalla Commissione Europea, la FIMI interviene sul tema della riforma legislativa della società degli autori, approvata per decreto dal Consiglio dei Ministri e ora all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato, chiedendo l’abolizione della norma (articolo 180 l.d.a.) che alla SIAE affida il monopolio nella gestione dei diritti d’autore. “Secondo FIMI”, si legge in una nota diramata dalla federazione dei discografici, “è assolutamente necessario aprire alla competizione tra più soggetti sul fronte del collecting dei diritti, ciò al fine di garantire che gli utilizzatori possano scegliere tra le migliori condizioni e i migliori servizi offerti da una pluralità di società di gestione collettiva”.
Alle dichiarazioni di Mazza, la SIAE ha risposto attraverso il direttore generalke Gianni Profita: “In tutta Europa e nel mondo esistono Società d’Autori che, nei rispettivi settori artistici (musica, letteratura, teatro ecc.), svolgono in esclusiva l’attività di intermediazione dei diritti economici degli autori ed editori”, ha replicato Profita. “In Italia”, ha aggiunto, “la disciplina legislativa che riguarda la SIAE è stata più volte valutata e ritenuta legittima dalla Corte Costituzionale ed anche dall’Autorità Antitrust”. Secondo Profita, “il ruolo della SIAE è fondamentale per la tutela dei titolari dei diritti d’autore in Italia e nel mondo, anche in forza dei contratti di reciproca rappresentanza che da molti anni intercorrono con le Società di Autori estere e che assicurano la possibilità di un’efficace tutela del diritto d’autore a livello mondiale”.
Come è noto, i discografici hanno creato nel 2000 una propria agenzia, SCF, per la raccolta e distribuzione dei diritti loro spettanti sull’utilizzazione del repertorio tutelato (“diritti connessi”), operando tuttavia in condizioni di virtuale concorrenza e non di monopolio giuridico come invece avviene per le società che rappresentano gli autori (la SIAE, appunto) e gli artisti interpreti (l’IMAIE): tanto che tre anni fa si verificò il caso di alcuni membri che, per il recupero dei cosiddetti compensi da copia privata, decisero di fare marcia indietro demandando alla società degli autori la raccolta delle royalty versate da produttori di hardware e nastri vergini (vedi News).
La questione dell’esclusiva SIAE è da anni sul tappeto: sempre nel 2002, un progetto di legge volto all’abolizione del monopolio in materia di diritto d’autore era stato proposto dall’on. Franco Asciutti, il parlamentare di Forza Italia che proprio in questi stessi giorni sta vagliando, in qualità di presidente della Commissione Istruzione al Senato, la proposta di reintegro di Franco Migliacci alla presidenza dell’ente di viale della Letteratura (questione dall’esito tutt’altro che scontato, e che lascia ancora aperta la porta all’ipotesi di un nuovo commissariamento).
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