Club Tenco: la famiglia del cantautore diffida il Club dall'usare il nome Tenco

Alle parole della famiglia risponde il presidente del Club Tenco Sergio Staino.
Club Tenco: la famiglia del cantautore diffida il Club dall'usare il nome Tenco

Il Club Tenco, fondato a Sanremo nel 1972, per promuovere e sostenere la canzone d'autore, potrebbe dover cambiare il proprio nome. Gli eredi di Luigi Tenco, il cantautore scomparso il 26 gennaio 1967, hanno infatti diffidato il Club – che la scorsa settimana ha eletto il nuovo presidente Sergio Staino - dal continuare ad utilizzare tale marchio e chiedono si indica un’assemblea straordinaria per cambiare il direttivo, poiché non si riconoscono nella 'linea' artistica che a loro dire è mutata in nome di una maggiore commercializzazione.

Questo quanto scrivono Graziella, Patrizia e Giuseppe Tenco: “Con dispiacere constatiamo il fatto che l’associazione Club Tenco abbia imboccato una strada diversa e lontana da alcuni dei principi per cui fu fondata, prediligendo sempre più i risultati mediatici e commerciali e tendendo a far considerare sempre più come marginale la figura di Luigi Tenco per l’esistenza del Club Tenco. A questa inaccettabile evoluzione, in un periodo in cui la delega all’uso del marchio 'Club Tenco' è naturalmente cessata da oltre un anno, si aggiunge il fatto che alcuni membri del direttivo hanno rilasciato alla stampa dichiarazioni ed interviste per noi lesive, irrispettose ed ingrate. Ciò nonostante, abbiamo tentato di recuperare i valori del Club Tenco con diverse comunicazioni ufficiali e attraverso un incontro che abbiamo chiesto al precedente legale rappresentante e che ha avuto luogo a Genova il 10 dicembre scorso. Le risposte ricevute dal Direttivo, purtroppo, le abbiamo apprese dai giornali attraverso cui abbiamo letto sia della nomina a nuovo legale rappresentante di uno dei soggetti autori delle contestate dichiarazioni e sia ulteriori dichiarazioni che consideriamo inopportune ed inappropriate. Recependo, dunque, questo atteggiamento come una sorta di conditio sine qua non dove il Club Tenco potrebbe esistere unicamente con le volontà dettate da questo direttivo, vogliamo invece sottolineare la nostra ferma posizione a non voler sottostare a queste condizioni di mancanza di trasparenza, di rispetto e di correttezza per l’uso del nome Club Tenco. Quindi, fin quando i soci dell’associazione non eleggeranno un nuovo direttivo rispettoso dei valori storici del Club e dei diritti di noi eredi Tenco, non potremo rinnovare l’uso del nome Club Tenco e riterremo, nostro malgrado, il Club Tenco come un’esperienza chiusa. Pertanto, invitiamo tutte le figure esterne coinvolte a non prendere in considerazione le iniziative e le richieste proposte da questo direttivo a nome di un Club Tenco non autorizzato e che non gode della nostra fiducia. Siamo convinti del fatto che un esiguo gruppetto di persone non possa rappresentare un’intera associazione culturale di cui non ci è mai stata fornita alcuna documentazione e soprattutto siamo convinti del fatto che la vita e i valori di Luigi Tenco e del Club Tenco non possano essere gestiti da persone che, anche se in buona fede, hanno interessi in contesti commerciali o discografici. Come dovrebbe essere noto a tutti, noi familiari di Luigi Tenco non abbiamo mai avuto profitti dal Club Tenco e non abbiamo mai avuto interessi di alcun genere se non quello di consentire di ricordare il suo valore umano e artistico attraverso una delega concessa a titolo gratuito. Da parte nostra abbiamo cercato di rispettare e mantenere inalterato nel tempo il sentimento del fratello Valentino Tenco quando diede analoga disponibilità ad Amilcare Rambaldi che, con signorile rispetto, gli aveva chiesto di poter usare il nome Tenco. Auspicando un immediato recupero dei valori indicati”.

Questa la risposta del Club Tenco alla famiglia dell'interprete di "Lontano lontano", come riporta il sito riviera24.it: "Oggi, 28 febbraio, è stata inviata ai membri del direttivo del Club Tenco una lettera di diffida da parte degli eredi Tenco e firmata dal loro legale rappresentante avvocato Piacentini. Pensando che fosse una lettera riservata il nostro rappresentante legale Sergio Staino aveva immediatamente risposto con la lettera che riportiamo qui di seguito."

“Sono sorpreso e molto amareggiato dal contenuto e dal tono di questa missiva. In qualità di neo responsabile legale del Club chiedo a tutti voi, famiglia Tenco, avvocato e direttivo, di sospendere la diffusione di questa lettera in attesa di un mio incontro personale con i familiari e il loro avvocato. Fino ad adesso, da semplice membro del direttivo, ho seguito con apprensione tutta la polemica ma adesso, in pratica neo presidente, ho bisogno di capire meglio le origini di tante incomprensioni e inesattezze. Forse un incontro face to face può aiutarci a superare questa incresciosa situazione. Chiedo pertanto a Nino di organizzare questo incontro al più presto, senza tuttavia limitazioni alla tutela del Club“.

"Visto che con nostra sorpresa la lettera a noi inviata è diventata, per scelta dell’avvocato Piacentini, un comunicato stampa, ci vediamo costretti a rendere pubblica anche la risposta di Staino. Rimane però viva la richiesta di incontro che Staino esprime nella lettera e che risponde ai sentimenti dell’intero Direttivo. Non è pensabile che si possa arrivare a simili incomprensioni tra persone che lavorano tutte spinte solo dall’amore e dalla stima maturata negli anni nei confronti di Luigi Tenco, e della canzone d’autore. E ciò tenendo anche conto che nessuno dei coinvolti ad ogni titolo in questo duro e non facile lavoro ha mai tratto il benché minimo profitto. Ci auguriamo quindi che, si possa realizzare con sereno spirito costruttivo l’incontro richiesto da Staino".

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