Coronavirus, l'ordinanza mette in difficoltà i live club del nord. D'Erasmo (Germi): 'Giusto prevenire, ma...'

Lo stop forzato agli eventi di musica dal vivo sta mettendo in ginocchio un comparto poco visibile ma fondamentale nell'ecosistema economico-culturale italiano: ne abbiamo parlato con chi, l'ordinanza, la sta vivendo nel ruolo di addetto ai lavori
Coronavirus, l'ordinanza mette in difficoltà i live club del nord. D'Erasmo (Germi): 'Giusto prevenire, ma...'

Nonostante, al momento, di stime su larga scala dell'impatto generato dall'ordinanza per contenere i contagi da Covid-19 sul settore dell'intrattenimento musicale dal vivo non ne siano state fatte - quattro giorni rappresentano un intervallo troppo breve per elaborare scenari attendibili -, il provvedimento preso dal governo che ha imposto la sospensione di tutti gli spettacoli di musica live nelle regioni di Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Friuli sta suscitando un dibattito molto sentito, non solo presso il pubblico ma anche nell'ambiente degli addetti ai lavori.

Se, tra gli artisti, a farsi sentire tra i primi c'è stato il rapper meneghino Marracash, che ha definito "una stupida follia collettiva" la serrata imposta ai concerti paventando "una bancarotta" non solo del comparto, ma del Paese intero, sono in molti, sui social, a lamentare una situazione che sta mettendo in crisi le realtà medio-piccole, quelle che ospitano i concerti meno risonanti a livello mediatico ma che - conferma l'ultimo rapporto SIAE relativo al 2018 alla voce "concertini" - rappresenta la maggiore voce in termini di presenze e spesa da parte del pubblico (e seconda di un soffio, rispetto all'attività sportiva, per volume d'affari generato) dell'intera industria culturale italiana.

Rodrigo D'Erasmo (Afterhours) è anche il direttore artistico di Germi, spazio milanese che da ormai oltre un anno sta offrendo agli appassionati del capoluogo lombardo spettacoli come reading, incontri e anche eventi live, fondato con Manuel Agnelli, Gianluca Segale e Francesca Risi. Pur riconoscendo di non aver mai voluto connotarsi come "live club tout court", D'Erasmo ammette come il provvedimento emanato la scorsa domenica per contenere i contagi da Coronavirus un certo impatto sulle realtà medio-piccole come quella che gestisce lui lo avranno, anche a brevissimo termine. 

"Benché Milano sia pervasa da un certo senso di psicosi, la forma preventiva di questo provvedimento la comprendiamo e la rispettiamo, con la speranza che - se l'ordinanza dovesse essere estesa anche oltre il prossimo 2 marzo - possa essere accordata agli esercenti la discrezionalità in merito, come ai ristoranti", spiega D'Erasmo: "Perché, francamente, facciamo un po' fatica a capire perché uscire a cena non rappresenti un pericolo di contagio e andare a vedere un film al cinema sì".

"Germi è una realtà piccola, e come tutte le economie piccole anche una battuta d'arresto di entità contenuta come la perdita di un quarto dell'incasso mensile può rappresentare un problema da non sottovalutare", prosegue D'Erasmo: "La percezione che abbiamo è che tutto il sistema culturale e d'intrattenimento stia attraversando un momento di difficoltà: per un paese come il nostro una settimana di stop per tutti gli spettacoli musicali e teatrali è un danno gigantesco. Credo che, in caso di estensione dell'ordinanza, il governo debba pensare a una forma di sostegno al nostro comparto, essendo quella della cultura una voce importante nell'economia del nostro Paese".

Rockol sta contattando gli assessorati alla Cultura e allo Sviluppo economico di Regione Lombardia e del Comune di Milano per avere indicazioni circa un'eventuale estensione dell'ordinanza alla settimana compresa tra i prossimi 2 e 8 marzo: nel frattempo, la giunta regionale lombarda ha approvato ieri, 25 febbraio, una mozione bipartisan volta al sostegno delle attività imprenditoriali, economiche e lavorative che risultino penalizzate dall’attuale emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19. Nello specifico, tra le azioni richieste in via prioritaria avanzate dall'assemblea sono presenti "l'istituzione di un fondo nazionale di solidarietà a favore delle attività economiche" da rendere attivo il prima possibile, "l'esenzione temporanea del versamento dei tributi e degli altri adempimenti fiscali e burocratici, nonché del pagamento delle utenze, per attività commerciali, artigiani, liberi professionisti e categorie produttive colpiti dalle ordinanze restrittive", che non riguardi solo le zone rosse, ma l’intera Lombardia, e - provvedimento che riguarda direttamente la filiera della musica dal vivo - il "sostegno alle istituzioni, alle attività e agli operatori del settore culturale e artistico, oggetto delle azioni restrittive, in particolar modo con la rifusione da parte dello Stato dei minori introiti dovuti alle chiusure per motivi emergenziali sanitari".

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