La reunion dei Black Crowes, presto in Italia: "Dobbiamo farlo per noi stessi"

I fratelli Robinson raccontano a Rockol il concerto andato in scena lo scorso 12 febbraio all’Omeara di Londra e anticipano qualche dettaglio sulla tournée che farà tappa anche in Italia il prossimo novembre
La reunion dei Black Crowes, presto in Italia: "Dobbiamo farlo per noi stessi"

“Non penso di ricordare di aver mai sentito tanto il pubblico cantare insieme. Ho creduto che fosse entrato Tom Petty, o qualcosa del genere”, ha raccontato Chris Robinson a Rockol, parlando del concerto che i fratelli Robinson hanno tenuto lo scorso 12 febbraio all’Omeara di Londra (leggi qui il racconto del live).

Sul palco della venue londinese Chris e Rich - che, dopo non essersi rivolti la parola per quasi cinque anni, hanno annunciato di essere tornati a suonare insieme lo scorso mese di novembre - hanno proposto un live acustico per celebrare il trentennale dell’album dei Black Crowes, "Shake your money maker", pubblicato nel 1990. Rockol li ha incontrati il giorno dopo e si è fatta raccontare come è avvenuta una reunion fino a poco tempo fa ritenuta impossibile.

“Realisticamente, la cosa bella è che è ciò che più si avvicina a come Rich e io componiamo. Ovviamente, non per le performance”, ha detto a margine dell’intervista Chris Robinson, spiegando la scelta di proporre un set acustico durante lo show di Londra. “Quando Rich ha composto la musica per ‘She talks to angels’, me l’ha suonata e io mi sono messo a scrivere il testo e a cantarla, proprio così. Siamo io e lui ed è sempre stato così per i Black Crowes, da 'Shake your money maker' a ‘Before the frost...Until the freeze’. Quando Rich e io scriviamo è così che facciamo: ci sediamo e lavoriamo per conto nostro.” Il maggiore dei fratelli Robinson ha poi aggiunto: “A volte il produttore è con noi, ma nessun altro. Non abbiamo mai avuto bisogno di qualcun altro, non abbiamo mai scritto con la band, non l’abbiamo mai fatto. Rich e io abbiamo collaborato con molte altre persone, al di fuori di noi. Questo è quello che abbiamo fatto con la nostra band, è il nostro materiale e vogliamo esserne parte.”

Il concerto andato in scena all’Omeara ha visto Chris e Rich Robinson eseguire dal vivo brani dell’album di debutto della formazione di Atlanta e canzoni tratte da altri dischi dei Black Crowes, oltre a un paio di cover come “So many times” dei Manassas e “Willin’” dei Little Feat. “La canzone di Lowell George l’abbiamo suonata per anni e anni, e l’abbiamo proposta durante i concerti dei Black Crowes. La canzone dei Manassas è in realtà di Chris Hillman, dai Byrds. Hanno sempre fatto parte di noi”, ha narrato Chris e ha continuato: “‘So many times’ è su ‘Before the frost...Until the freeze’, l’abbiamo incisa anche per un album dei Black Crowes. Abbiamo sempre integrato la musica di altre persone, che ci ha ispirato. Oppure, se c’è qualcosa di una canzone che sentiamo di poterla fare, che possiamo suonarla senza problemi. Una cosa è amare una canzone è un’altra è essere in grado di trovare la tua voce in essa.”

In occasione dei trent’anni dall’uscita dell’album di debutto dei Black Crowes, Chris e Rich presenteranno dal vivo l’intero disco “Shake your money maker”, e i successi contenuti nei loro successivi album, durante i concerti del tour che li vedrà impegnati sui palchi di tutto il mondo fino al prossimo autunno. Sulla tournée del gruppo statunitense - che il prossimo 10 novembre farà tappa anche in Italia, in occasione del live in programma al Forum di Assago, Milano - Chris ha raccontato: “Andare in tournée è come l’estate. Tutti e due abbiamo visitato posti inospitali con i nostri progetti solisti, lavorando duramente. Questo è quasi come una vacanza, in un certo senso.”

Chris Robinson, anticipando qualche dettaglio in più sui concerti del tour dei Black Crowes, ha poi spiegato: “L’idea della presentazione che porteremo sul palco è concentrata su “Shake your money maker”, come la parte principale dello spettacolo. Poi suoneremo le nostre hit tratte dagli album successivi, le più conosciute. Possiamo suonare queste canzoni senza nessun tipo di improvvisazione o altre cose aggiuntive. Qualcuno ha chiesto 'Non vi annoierete?'. Per niente, non l’abbiamo mai fatto prima.”

I fratelli Robinson, per la serie di eventi in programma, saranno accompagnati sul palco da una nuova band. Motivando la scelta di non voler tornare in tour con ex componenti della formazione di Atlanta, Rich ha detto: “Solo per iniziare qualcosa di nuovo. Dobbiamo farlo per noi stessi. Le persone hanno i propri schemi. C’è una dinamica. Mettere un mucchio di vecchi tizi in un autobus, che si conoscono bene da molto tempo? Con tutte le loro abitudini…?”

Chris, facendo eco al fratello, ha sottolineato: “Lui non è arrabbiato con me perché ho detto cose orribili su di lui da Howard Stern e io non sono arrabbiato con lui perché abbiamo litigato durante il soundcheck. Ma non non vale per tutti gli altri. Non lo so e non mi interessa saperlo. Non lo intendo in malo modo, solo in modo realistico.”

Il 50enne chitarrista ha aggiunto: “Portare quell’energia attorno. Non sai chi molla le cosa. Non sai se loro provano le stesse cose. Non sai se vogliono unirsi solo per controllare, a chi importa e portare avanti il programma. E, al fine di mantenere e portare avanti questo movimento positivo, fin da subito eravamo d’accordo che non potevamo avere nessuno del passato.”

In attesa di tornare nel nostro Paese, Chris Robinson ha raccontato un ricordo legato a un concerto che i Black Crowes hanno tenuto a Milano anni fa. "Il mio ricordo preferito dell’Italia è quando abbiamo suonato a Milano e fuori dal luogo del concerto c’erano appese tutte queste magliette di contrabbando", ha narrato la voce di "Remedy" e ha continuato: "Prima che arrivassero le persone siamo usciti e le abbiamo comprate perché erano belle. Avevano panini, street food. C’erano tutti questi venditori di magliette e siamo corsi fuori a comprare tutte le magliette di contrabbando."

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