Le parole d’amore tra Leonard Cohen e Marianne (e il mistero svelato dell’ultima lettera)

“Marianne & Leonard. Parole d'amore”, Il docu-film, diretto da Nick Broomfield e distribuito Nexo Digital, racconta uno dei più grandi cantautori di sempre, una storia d'amore leggendaria e le sue contraddizioni. Nei cinema il 3 e 4 marzo: la recensione
Le parole d’amore tra Leonard Cohen e Marianne (e il mistero svelato dell’ultima lettera)

“Hanno sempre avuto un posto l’uno per l’altro, fino alla fine”, racconta Jan Christian Mollestad, in una delle ultime scene di “Marianne & Leonard. Parole d’amore”.
Mollestad  è stato il tramite del finale di una storia d’amore lunga 56 anni, complessa e commovente, quella tra Leonard Cohen e  Marianne Ihlen. Il finale del film diretto da Nick Broomfield - nelle sale il 3 e il 4 marzo  (distribuito da Nexo qui l'elenco delle sale)  arriva fin lì, svelando quello che successe nel 2016 quando il cantautore si ritrovò, a distanza, con la musa che ispirò “So long, Marianne” e “Bird on the wire”, le scrisse una dolce lettera d’addio sul letto d’ospedale, prima di lasciare anche lui questa terra, poche settimane dopo. Il film svela anche un piccolo mistero, quello delle parole esatte che Cohen, per tramite di Mollested, fece arrivare a Marianne. 

Il film in realtà parte da molto lontano: dall’incontro nel 1960 ad Idra quando Marianne, giovane madre abbandonata dal marito, venne accolta sull’isola greca da Cohen, scrittore canadese di buona famiglia in cerca di un’identità. La loro storia “reale” sarebbe durata fino al ’67, quando Cohen scrisse l’addio “So long, Marianne”, nel suo esordio da cantautore, dopo gli insuccessi come scrittore. La vita da musicista cambiò tutto: Marianne provò a raggiungerlo a New York, ma Cohen era troppo immerso nel suo mondo per pensare ad altro. Cohen avrebbe avuto molte altre donne, diventando per sua stessa ammissione nel film, ossessionato dalle conquiste che poteva ottenere facilmente grazie alla fama. Negli anni ’80 Marianne tornò in Norvegia, ad una vita normale, si sposò e morì nel 2016, mantenendo sempre un contatto con Cohen: una delle immagini più toccanti è la ripresa di un concerto di fine carriera, con Marianne che si commuove tra le prime file pubblico ascoltando le canzoni del suo vecchio amico e amante.

Il racconto è ricco di documenti rari e inediti: la voce e le immagini degli stessi protagonisti, riprese storiche di concerti e dietro le quinte, nonché dell’isola e di diverse persone coinvolte, a partire dallo stesso Broomfield, amico di Marianne (con cui ha anche avuto una breve relazione). È il racconto non solo di una grande storia d’amore, ma una biografia di uno dei più grandi cantautori di sempre, e una fotografia della controcultura degli anni ’60 e delle contraddizioni del libero amore e dei “matrimoni aperti” del tempo in cui, per certi gruppi sociali, le relazioni fedeli ed esclusive erano quasi una bestemmia.
Proprio per questo motivo, “Marianne & Leonard. Parole d’amore” è stato anche criticato e letto con occhi attuali, post-MeToo: qualche critico ha sostenuto che la storia rafforza stereotipi sessisti, quelli dell’uomo che usa la donna come musa, senza alcun tipo di rispetto. È una lettura comprensibile, ma completamente decontestualizzata rispetto al periodo storico, che aveva decisamente un’altra sensibilità.

Lo si capisce appunto nel finale, quando Mollestad riprende la reazione di Marianne in ospedale alle parole di Cohen, a cui ha fatto sapere di essere in punto di morte. Il contenuto esatto è stato per anni un mistero: Mollestad la parafrasò per una radio canadese nei giorni della morte di Marianne, aggiungendo parole non presenti: è quella che girò al tempo e rimane tutt'ora la più diffusa, compresa la frase "Sappi che sono appena dietro di te che tendi la tua mano e penso che possa raggiungere la mia", che in realtà Cohen non ha mai scritto, non in questo modo comunque. Un’altra versione, apparentemente autorizzata dalla famiglia di Cohen, apparve nel 2018 in un volume intitolato “Written in History: Letters that Changed the World”. 
Il fim svela che il testo originario di Cohen, quello che venne letto a Marianne, è più sintetico, e aggiunge un “endless” a “love” sul finale che rinforza ed enfatizza ancora di più le parole d'addio di Cohen. Un finale commovente per un film da vedere, perché  racconta due grandi storie: quella universale di una coppia che non si è mai lasciata, e quella di uno dei più grandi autori degli ultimi 60 anni.

 Dearest Marianne,
 I’m just a little behind you, close enough to take your hand. This old body has given up, just as yours has too. 
I’ve never forgotten your love and your beauty. But you know that. I don’t have to say any more.
Safe travels old friend. See you down the road.
Endless love and gratitude.
Leonard

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.