Eurovision 2020: BMG pronta a rivelare il concorrente britannico

La strana coppia tra una major e una TV di stato che vuole porre fine a decenni di pessime classifiche. Qualche dato e qualche considerazione.
Eurovision 2020: BMG pronta a rivelare il concorrente britannico

Non è certo una notizia dell’ultim’ora, è vecchia di quasi sei mesi. 

Dopo non avere più vinto un’edizione dell’Eurofestival dal 1997 con “Love shine a light” di Katrina & The Waves, la BBC non si fida più del pubblico, che per anni ha mandato a competere artisti britannici che si sono classificati parecchio male (nel 2019 Michael Rice è arrivato ventiseiesimo). Ma nemmeno di sé stessa, che per molto tempo prima di passare la palla al pubblico non era riuscita per anni a rinnovare il palmares UK, fermo a 5 vittorie - e, se essere preceduti dalla Svezia (con sei) può forse essere accettabile, dall’Irlanda (con sette) molto meno. Perciò quest’anno ripone le proprie speranze in BMG e, in tempi di Brexit, opta per una soluzione tedesca oltre che per un partner che possa assemblare un combo vincente grazie alla propria natura di major “anomala”, trattandosi di una major-label e di un major–publisher al contempo. Fanno parte del suo roster alcune stelle di nuova generazione e di prima grandezza come Mabel e Lewis Capaldi, per fermarsi a un paio di nomi che hanno trionfato agli ultimi Brit Awards. E dunque, senza affidarsi a consultazione pubblica alcuna, BMG rivelerà la mattina di giovedì 27 febbraio la propria scelta (canzone, autore, esecutore) che sarà annunciata dalla BBC in pompa magna in due programmi di punta delle proprie Radio 1 e Radio 2 dal presentatore Graham Norton.

Come è noto, molti paesi contano su meccanismi e regolamenti ben oliati per identificare il proprio candidato: la Svezia ha un concorso di selezione, l’Italia manda il vincitore di Sanremo, l’Ungheria opta per il sovranismo e, al grido di “troppo lgbtq+” per noi, quest’anno non partecipa. Eccetera. Ma affidarsi a una label assomiglia  un po’ a contare su un consulente di chiara fama per una attività di primaria priorità – come se, come vuole una prassi consolidata, una multinazionale X selezionasse Accenture o Deloitte per farsi aiutare a mettere a punto una strategia di crescita. Il vantaggio di ricorrere a un consulente di chiara fama, si sa, consiste in un’elegante forma di scaricabarile: se va male, il manager ha scelto tra il meglio che il mercato potesse offrire, dunque la colpa non è sua ma del consulente.

La collaborazione tra BBC Studios (che produce la copertura dell’Eurovision sulla BBC) e BMG è stata annunciata lo scorso 16 settembre, quando l’emittente nazionale britannica ha scritto sul proprio sito che aveva avvicinato una serie di etichette discografiche finendo per scegliere BMG come proprio partner, label con la quale era evidente la sintonia su come "selezionare una canzone di grande attrattiva internazionale ed assicurarsi un artista che incarni lo spirito e i valori dell’Eurovision Song Contest”.

Il che lascia aperte - innanzitutto per un paio di giorni e, a seguire, per il paio di mesi abbondanti che condurranno a Rotterdam - diverse domande alle quali si cercherà una risposta nelle prossime settimane. Eccone alcune:

  • Siamo alla fusione tra talent show e song contest – nel senso che si ritiene che il secondo si possa vincere più agevolmente ricorrendo ai parametri della formula del primo?
  • BMG sceglierà un emergente o uno stra-famoso? Perché sono due opzioni molto diverse: vincendo con il primo profilo farebbe un figurone, e non vincendo non perderebbe la faccia; vincendo con il secondo profilo sarebbe accusata di avere schierato Messi in un torneo amatoriale, mentre non vincendo lo esporrebbe al pubblico ludibrio.
  • Quali sono, esattamente, "i valori dell’Eurovision Song Contest”?
  • Si somigliano meno BBC e RAI o Sanremo e Eurovision?

 

Tema in (naturale) aggiornamento.   

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